IL FATTO

Abruzzo. Ospedale Chieti, lettera di fuoco al direttore del Tg1: «sciacallaggio, disinformazione e procurato allarme»

La missiva è stata firmata da quasi tutti i consiglieri comunali

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Abruzzo. Ospedale Chieti, lettera di fuoco al direttore del Tg1: «sciacallaggio, disinformazione e procurato allarme»




CHIETI. Una lettera inviata al direttore del Tg1 Rai Mario Orfeo per chiedere di ristabilire «la verità dei fatti».
E’ quella scritta dal consigliere Liberato Aceto e sottoscritta da quasi tutti i consiglieri Comunali per protestare contro il servizio andato in onda una settimana fa al Tg1 delle 20 sull’ospedale di Chieti.
Nel servizio giornalistico si denunciavano le criticità in merito a problemi di staticità della struttura (che sono reali e confermati al giornalista Rai anche dal direttore della Asl Zavattaro) e di alcuni aspetti riguardanti il malfunzionamento dello stabile sostenendo che l’ospedale andasse evacuato per il rischio del crollo.
«E’ l’unico ospedale», spiegava l’inviato del telegiornale, «senza davanzali né cornicioni. Li hanno raschiati via tutti per il pericolo di crollo. Ci sono problemi di staticità perché l’edificio è stato costruito 40 anni fa con cemento impoverito».
Secondo i consiglieri di maggioranza e di minoranza, però, si sarebbe esagerato e si sarebbe creato allarmismo.
La ricostruzione dei fatti avrebbe « amplificato a dismisura solo situazioni di disagio» e sarebbe «molto lontana dai fatti» descrivendo «un quadro estremamente lesivo nei confronti di un ospedale che a dispetto di quanto emerso dal servizio Rai rimane un polo sanitario di eccellenza in Abruzzo e in Italia».
«Al dramma della sofferenza per malattia», si legge nella lettera inviata ad Orfeo, «si aggiunge la preoccupazione, trasmessa anche ai familiari, per il pericolo incombente per un eventuale crollo della struttura. Di cosa si tratta», si domandano i consiglieri fornendo una tripla opzione:« di sciacallaggio, di disinformazione, di procurato allarmismo?»
«Pensi direttore», va avanti la lettera, «all’immagine negativa anche della nostra collettività trasmesse al cittadino di Trento o a Caltanissetta. Indubbiamente si abbinerà il nome di Chieti ad una sensazione negativa».
Da questo punto di consiglieri chiedono che venga ripristinata la verità.
In relazione alle carenze strutturali i consiglieri sono chiari: «non hanno determinato in passato nè determineranno, nella maniera più assoluta, nel futuro una riduzione della qualità dell’assistenza sanitaria fornita fino ad oggi. Comunicazioni parziale non corrette hanno il solo effetto di far scappare pazienti ed investimenti svuotando il nostro nosocomio con possibile rovinose ricadute in termini economici in un momento di grave crisi economica».