LA QUESTIONE

Acqua: Chieti, ok Consiglio conferimento reti idriche a Ersi

Maggioranza centrodestra: «aperti nuovi scenari per investimenti»

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Umberto Di Primio

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CHIETI. Il Consiglio comunale di Chieti nel pomeriggio di lunedì ha approvato a maggioranza la delibera che prevede il conferimento delle reti idriche all'Ersi, l'Ente regionale per il servizio idrico integrato.
Al tempo stesso l'assemblea ha votato un emendamento proposto dai gruppi di Minoranza che lascia al Comune la gestione del servizio idrico.
«Con il conferimento delle reti del Servizio Idrico Integrato all'Ersi, Chieti non solo compie un atto voluto dalla legge, ma apre nuovi scenari per futuri investimenti sul servizio idrico e fognario cittadino - si legge in una nota dei Gruppi della Maggioranza di centrodestra. Infatti grazie a questo adempimento la Città di Chieti potrà finalmente accedere ai finanziamenti previsti dalle norme nazionali e comunitarie in materia di servizio idrico».
Il centrodestra si dice soddisfatto anche per aver «mostrato grande pazienza quando ha dovuto subire la condotta ostruzionistica del centrosinistra e grande senso di responsabilità, corroborato dalla condivisione del sindaco Di Primio, quando con l'opposizione ha scelto di scrivere un emendamento che lasciando fermo il conferimento delle reti all'Ersi, ha rafforzato la tutela per l’Ente ed i cittadini in vista della futura gestione da parte della Regione del Servizio Idrico Integrato».
«Abbiamo messo un punto fermo», si legge ancora, «ma il nostro obiettivo è quello di fare in modo che Chieti, con i comuni limitrofi, venga riconosciuto come sub ambito e che la Teate Servizi sia individuata, avendone tutti i requisiti, come Ente gestore - ha detto il consigliere di minoranza Luigi Febo. Con l'approvazione del nostro emendamento i Consiglieri hanno risposto, di fatto, al nostro appello di tutela dei cittadini che ci hanno eletti».
Di Primio ha ribadito che il Comune aveva l’obbligo di legge di trasferire le reti all’Ersi, poi sarà quest’ultimo a dover individuare il soggetto gestore sul parere obbligatorio ma non vincolante dell’assemblea dei sindaci. Le reti potrebbero anche essere gestite dall’Aca e su questo punto il primo cittadino ha ricordato la battaglia del suo Comune: «vogliamo che l’Aca da ‘partito dell’acqua’ diventi soggetto gestore delle reti, conservando l’acqua pubblica».