AGRICOLTURA

Unione europea, si riapre scontro su ok alla coltivazione del mais Ogm

In Friuli esplode caso contaminazione

Redazione Pdn

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Unione europea, si riapre scontro su ok alla coltivazione del mais Ogm



 
BRUXELLES.  Bruxelles prova di nuovo ad ingranare la marcia sulle coltivazioni transgeniche, e spera in un colpo di vento favorevole per portare il dibattito fuori dalle secche in cui si è arenato negli anni.
Ma lo scontro è dietro l'angolo. E sarà battaglia per introdurre la seconda coltivazione Frankentein, il mais TC 1507, (dopo quella Monsanto 801) sul suolo del Vecchio continente.
Per capire che aria tira, basta guardare all'Italia dove, a distanza di un mese, non si arresta la polemica per la prima trebbiatura di mais Mon 810, a Vivaro (Pordenone), dove il vicepresidente di Futuragra (associazione favorevole alle biotecnologie) ha messo in pratica i suoi propositi, in barba all'altolà del ministro all'Ambiente Andrea Orlando e di un decreto che vieta la coltivazione sul territorio nazionale. E' notizia di oggi che nei campi confinanti è stata rilevata una contaminazione fino 10%.
Dal canto suo, sotto la spinta della sentenza del Tribunale Ue, che l'ha condannata per la lentezza nel trattare la richiesta presentata dalla Pioneer nel 2001, per la coltivazione del TC 1507, la Commissione ha investito del caso il Consiglio Ue. I ministri dei 28 hanno tre mesi per prendere posizione sull'autorizzazione. E l'ok potrebbe arrivare se non ci sarà una maggioranza qualificata a sbarrarle il cammino. In parallelo però l'esecutivo Ue prova anche ad offrire una via d'uscita a quegli Stati membri che non vogliono colture hi-tech sul proprio territorio.
La Commissione rilancia infatti nel campo del Consiglio anche la palla della cosiddetta «proposta di coltivazione»: la direttiva che prevede la possibilità per ciascun Paese di decidere in modo autonomo.
Una normativa destinata a sostituire le clausole di salvaguardia, che piace al ministro Orlando. In merito a questa proposta di legge, in ballo dal 2010, e che di fatto introduce flessibilità per le capitali, l'Europarlamento aveva già espresso parere positivo nel 2011, ma la legge si era incagliata su un blocco di minoranza esercitato da Gran Bretagna, Francia e Germania.
La prima occasione per dibattere delle due questioni sarà il consiglio Ambiente del 13 dicembre. E la richiesta di autorizzazione per il TC 1507, che arriverà sul tavolo dei ministri accompagnato da sei pareri positivi rilasciati negli anni dall'Autorità europea per il controllo alimentare (Efsa), potrebbe spianare la strada ad altre sei richieste di autorizzazione.
Tra le pendenze c'é anche quella di rinnovo presentata da Monsanto per il mais 810, ora coltivato in cinque Stati membri, con estensioni importanti in Spagna e Portogallo: unica coltivazione Ogm attualmente condotta in Europa, dopo che la Basf ha gettato la spugna per la patata "monstre" Amflora.
Critiche le posizioni degli ambientalisti, con Greenpeace che accusa la Commissione di «agire in modo irresponsabile» raccomandando l'approvazione di una coltura Ogm «già nota per i danni a farfalle e falene e che incoraggia l'uso dilagante di un erbicida così tossico che è già in fase di eliminazione nella Ue».
 E l'apertura di Bruxelles sul TC 1507 non piace alla Cia-Confederazione italiana agricoltori «deve essere respinta», dicono. «Rappresenterebbe l'ennesima sconfitta per l'Europa, per i suoi cittadini, per i suoi produttori agricoli».