Asl Chieti: «Senologia e Laboratorio saranno reparti a programma»

Li prevede la nuova Convenzione con l’UdA. Che non c’è

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Asl Chieti: «Senologia e Laboratorio saranno reparti a programma»




CHIETI. La Senologia di Ortona ed il Laboratorio analisi dell’ospedale di Chieti non sono stati declassati. Al contrario, la trasformazione di questi due reparti a direzione universitaria in strutture alle quali la Asl assegnerà «un programma interdipartimentale di assistenza, ricerca, innovazione e pratica clinica» li ha valorizzati, anche se è stata cambiata la loro natura di Uoc (unità operativa complessa).
Ecco – finalmente - la spiegazione delle decisioni prese nei giorni scorsi dal manager della Asl di Chieti e che hanno provocato una pioggia di polemiche, di comunicati e di precisazioni del tutto inutili per la comprensione del problema.
Il fatto è che questi cambiamenti trovano la loro origine nei lavori della Commissione regionale per la nuova Convenzione Università-Asl, di cui nessuno aveva dato notizia ed il cui documento preparatorio PrimaDaNoi.it ha potuto leggere.
Si tratta di un protocollo di intesa preparato dai rettori delle due università abruzzesi (Di Orio e Di Ilio), da due rappresentanti della Regione (Maria Crocco e Luigi Franciotti) e dai due manager delle Asl L’Aquila e Chieti (rappresentata quest’ultima dal consulente Lorenzo Mazzilli).
 In realtà questo protocollo è rimasto bloccato e senza approvazione per il no dell’Aquila, il cui vecchio rettore ha lamentato la riduzione delle sue Uoc a direzione universitaria. La nuova Convenzione recepisce in toto la legge 517 che regola i rapporti Università-Asl sull’orario di lavoro, sull’assicurazione e la responsabilità civile, sulla divisione delle spese e sulle scelte per l’assistenza sanitaria. In questo quadro normativo, la Asl affida ad alcuni reparti «programmi interdipartimentali di assistenza, ricerca, innovazione e pratica clinica».
 Come è avvenuto per il professor Ettore Cianchetti (Senologia) e Stefano Martinotti (Laboratorio analisi), come spiega il rettore Carmine Di Ilio, UdA, che ha partecipato ai lavori preparatori del Protocollo di intesa: «Per essere precisi – continua Di Ilio – questo meccanismo è stato attivato anche per il professor Ettore Porreca, medicina interna, ed è già operativo all’ospedale di Pescara dove il professor Leonardo Marzio lavora su un programma di assistenza per intensità di cura».

LE DECISIONI DEL MANAGER ARRIVANO ALL’IMPROVVISO E SENZA INFORMAZIONI
Tutto chiaro dunque? Non proprio, visto che le decisioni del manager Francesco Zavattaro sembrano improvvisate e non all’interno di un processo organico e condiviso di riorganizzazione della Asl di Chieti. Insomma spostamenti (l’ultima è la Geriatria di Chieti che va ad Ortona) e “valorizzazioni” avvengono all’improvviso, senza spiegazioni complete e con procedure dai contorni poco chiari.
Intanto perché la Regione non ha ancora dato il suo ok all’Atto aziendale e poi perché la nuova Convenzione (che giustifica i reparti “a programma”) non è ancora valida, oltre alla singolarità di far rappresentare la Asl di Chieti dal consulente Lorenzo Mazzilli.
La stessa incertezza “comunicativa” c’è stata per le interruzioni di gravidanza effettuate ad Ortona nei turni aggiuntivi a pagamento: questo avviene «solo perché – ha spiegato il manager dopo le polemiche – ci sono molti medici obiettori e l’unico modo per assicurare il servizio era questo».
 Non lo sapevano nemmeno i sindacati. «Queste continue e inutili polemiche poggiano su informazioni non corrette, infondate e superficiali» secondo l’assessore regionale Mauro Febbo, che però non dice che queste informazioni le dovrebbe fornire proprio la Asl.

ASL SENZA PROGETTO RIORGANIZZAZIONE, PENALIZZATO IL SS. ANNUNZIATA
Insomma siamo alla sanità parlata dove la “caciara politica” serve solo ad alzare un polverone sulla realtà. Intanto questa direzione generale è stata nominata 4 anni fa dalla Giunta Chiodi e non sembra aver fatto molto per le barelle nei corridoi, per le liste d’attesa, per il Cup allo sbando o per un progetto di riorganizzazione dell’ospedale di Chieti che sta perdendo la sua connotazione di clinica universitaria. Infine manca qualsiasi proposta per affrontare le criticità che ci sono e che - per onestà - non sono state causate tutte dalla gestione attuale, costretta a tagli e risparmi. Inoltre non solo non ci sono informazioni tempestive e risposte complete (come alle richieste di istituire un osservatorio epidemiologico aziendale e di creare l’Uosd  di Endoscopia digestiva diagnostica di Atessa), ma i trasferimenti di alcuni reparti (l’ultimo è Geriatria ad Ortona) avvengono a sorpresa senza che sia comprensibile il quadro di riferimento complessivo.
A meno che il risultato finale debba essere il declassamento dell’intero SS. Annunziata. Sono illuminanti a questo proposito le proposte di utilizzare il nuovo edificio di Cardiologia a Chieti come sede dei reparti da spostare nel caso di svuotamento di uno degli edifici dell’ospedale a rischio stabilità per il cemento depotenziato. Perché il problema sembra proprio questo: una Asl che si ritrova – non per suoi meriti - un gioiello di edificio come la nuova Cardiochirurgia, con attrezzature di avanguardia a livello nazionale, non può trasformarlo in locale di sgombero per altri reparti o per sistemare gli uffici. Altre Asl ed altre Regioni si arricchiscono con i reparti di eccellenza, l’Abruzzo e la Asl di Chieti li chiudono o li ridimensionano. Tutto qui.

Sebastiano Calella