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Le piattaforme devono pagare l’Imu. A Termoli «sentenza storica»

Nel Comune molisano stanno arrivando 11 milioni di euro

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TERMOLI. Undici milioni di euro stanno confluendo in queste settimane nelle casse del Comune di Termoli.
Arrivano dalla società Edison trascinata dall’amministrazione comunale in tribunale per chiedere il pagamento dell’Imposta Comunale sugli Immobili per le annualità 1999-2004.
La Commissione tributaria regionale ha stabilito, infatti, che gli impianti dell’Edison al largo della città sono ubicati in acque territoriali e non internazionali, quindi la società è tenuta a pagare l’Ici. La stessa teoria che nel 1999 portò il Comune di Pineto a contestare all’Eni l’omesso pagamento dell’imposta comunale sugli immobili relativamente a quattro piattaforme localizzate nelle acque territoriali del Mare Adriatico.
Circa 17 milioni di euro in tutto (sanzioni e interessi compresi) la somma richiesta dal Comune abruzzese per le annualità 1993-1998. La Commissione tributaria provinciale di Teramo (2001), poi quella della Regione Abruzzo (2003) hanno dato ragione all’Eni. La Cassazione riconobbe il potere impositivo e rinviò le carte alla Commissione tributaria regionale d’Abruzzo che ha dato però ragione ancora una volta all’Eni.
La storia che oggi arriva dal Comune molisano è diversa (manca ancora un grado di giudizio) e secondo alcuni potrebbe valere come prezioso precedente per le casse comunali di quei comuni che affacciano sul mare.
Il sindaco Di Termoli è soddisfatto ma per il momento la linea che ha deciso di seguire è quella della prudenza. Come riporta il quotidiano on line del Molise ‘Primo Numero’ Di Brino ha confermato che «la commissione ha deciso che Edison deve pagare, si tratta di soldi che stiamo incamerando ma che non possiamo utilizzare perché siamo in attesa della decisione della Cassazione».
In caso di sconfitta, infatti, la somma dovrebbe essere restituita. Una somma considerevole che oggi è una importante boccata d’ossigeno per i conti del Comune: quasi undici milioni di euro che depurati delle spese di esecuzione e del servizio prestato dalla società, diventano sette milioni e mezzo di euro.

Il sindaco ha anche spiegato che era stata avviata una trattativa con la stessa Edison per quanto riguarda l’importo e le modalità di pagamento degli importi dovuti al Comune: «Con la sentenza esecutiva la società aveva proposto di trattenere la somma di undici milioni di euro, a fronte di polizze fideiussorie stipulate proprio a garanzia dell’ente; nel caso quindi che la Cassazione avesse dato loro torto ci sarebbe comunque stata la garanzia di pagamento da parte di Edison per quelle somme, ma solo al momento dell’ultimo grado di giudizio. Sulla base di questa nostra eventuale disponibilità, la società sarebbe stata disponibile a erogarci un milione di euro a fondo perduto, che noi avremmo potuto utilizzare immediatamente». Tuttavia, rispetto a questa proposta, ricostruisce Primo Numero, il Comune si è confrontato con la Corte dei Conti, il cui “orientamento” è stato quello «di riscuotere subito l’intera somma piuttosto che fare quel tipo di accordo e a questo punto – ha spiegato il primo cittadino - non abbiamo potuto fare altro che seguire tale linea».
Il pagamento dell’(ex) Ici è stato richiesto anche per le successive annualità (2005-2009). La Commissione tributaria provinciale si è già espressa in favore del Comune, la società ha fatto ricorso e si sta aspettando la sentenza di secondo grado.
Per le annualità 2010-2011, invece, si sta aprendo adesso la discussione in Commissione tributaria.
In totale potrebbero arrivare nel Comune molisano altri 23 milioni di euro.