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Teramo, petrolio: «Giunta Catarra disattende indirizzo del Consiglio»

Denuncia del Comitato No Triv

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Teramo, petrolio: «Giunta Catarra disattende indirizzo del Consiglio»

Valter Catarra




TERAMO. Nei giorni scorsi la Giunta della Provincia di Teramo ha deliberato di non costituirsi in giudizio dinanzi al Tar contro il decreto di conferimento del permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato “Colle dei Nidi”.
E’ stata dunque rispedita al mittente la richiesta pervenutale il 10 ottobre dai Comuni di Bellante, Mosciano Sant’Angelo e Campli. O, almeno, così ritiene di aver fatto con una delibera che stabilisce tutt'altro.
Ma oggi il comitato No Triv fa notare che solo qualche anno fa la posizione della Provincia sembrava ben diversa da quella sposata attualmente.
«Il 2 ottobre 2010 l’assessore all’Ambiente Francesco Marconi disse ‘la costa, i Comuni che affacciano sul litorale, le colline sulle quali si produce olio, vino e prodotti agricoli di eccellenza, l’attività ittica e quella turistica sarebbero irrimediabilmente compromessi da un’attività estrattiva come quella che è possibile ipotizzare dalle richieste delle società petrolifere’. Tre anni dopo accade esattamente quello che ti aspetti dalla vecchia politica parolaia, pressappochista e disinformata, incarnata in questo frangente dalla Provincia di Teramo».
Per il comitato è evidente che la Giunta «ha disatteso l’indirizzo del Consiglio Provinciale che si è schierato da tempo contro la ricerca di idrocarburi liquidi sul litorale e sulle colline teramane. Così stando le cose, a rigor di logica sembrerebbe che la Presidenza potrebbe - dovebbe essere "sfiduciata" dal Consiglio Provinciale».
Il comitato ricorda anche come la costituzione in giudizio dinnanzi al TAR alla Provincia sarebbe costato zero euro: «quanto al lavoro di penna, avrebbero dovuto metterci mano gli uffici preposti dell’Ente (Avvocatura) il cui costo è già a carico del bilancio della Provincia e, quindi, dei contribuenti. Nessun costo aggiuntivo, quindi. Oggi però decide di buttare letteralmente dalla finestra 575 mila euro di fondi comunitari per inutili e costosissimi voli in Croazia. E’ così che si utilizzano i soldi pubblici a cui tanto tiene l’Amministrazione teramana?»