SANITA'

Abruzzo. Ortona, la Asl paga extra l’interruzione di gravidanza

Critiche anche per il trasferimento del laboratorio analisi a Lanciano

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Abruzzo. Ortona, la Asl paga extra l’interruzione di gravidanza



ABRUZZO. «Ma è possibile che l’interruzione volontaria di gravidanza all’ospedale di Ortona si fa nei turni aggiuntivi a pagamento ed a Lanciano no?»

Se lo domanda Gabriele Martelli, coordinatore  provinciale Cisl Fp, in una lettera ufficiale al manager Francesco Zavattaro aggiungendo che la Cisl è d’accordo con il manager quando sostiene che le procedure ed i servizi della Asl e dei distretti vanno unificati, «ma se questo comportamento fosse vero – come ci risulta – o il manager non lo sa oppure c’è una contraddizione. Si tratta comunque di uno sperpero di denaro pubblico».
 Secondo le informazioni in suo possesso, all’ospedale di Ortona opera una equipe composta da ginecologo, anestesista e tre infermieri che assicura questa “prestazione” come attività extra, ovvero con turni aggiuntivi a pagamento.
«Che necessità c’è – scrive Martelli – che la Asl autorizzi questa equipe e spenda altri soldi per assicurare un servizio che viene prestato in orario di lavoro da altri colleghi all’ospedale di Lanciano, che è a 20 km di distanza?»
 Il sospetto del sindacato, come si legge nelle ultime righe della lettera, è che «come spesso succede vengono anteposti gli interessi personali di alcuni a danno di quelli dei cittadini in generale».
 In primo piano, secondo il coordinatore Cisl Fp Gabriele Martelli, andrebbero invece posti i diritti e gli interessi dei pazienti/utenti, altrimenti costretti a pagare servizi che comunque andrebbero assicurati. Ed è singolare che in un settore così delicato, in un ospedale “rosa” per scelta e vocazione, l’Ivg venga a costare un extra alla Asl.
«Non è così che si risparmia»” chiosa Martelli.
All’ospedale di Lanciano infatti basta una telefonata per scoprire che l’accesso all’Ivg è semplicissimo: visita medica, analisi, intervento: tutto in orario di lavoro.

E IL LABORATORIO ANALISI VOLA A LANCIANO

Sergio Zinni, segretario della Fp Cgil e Maria Piccone, segretario aziendale Cgil medici, erano intervenuti esprimendo tutte le loro perplessità sulla decisione del manager di Chieti sullo spostamento del laboratorio analisi da Chieti a Lanciano chiedendo un approccio diverso al problema.
Il direttore generale risponde che con questo trasferimento non cambia nulla.
«Ma chi potrà mai garantire - domanda la Cgil - che in futuro non vengano spostate da Chieti attività diagnostiche, tecnologie e personale? Infatti Zavattaro ha dichiarato che il primario deciderà come e dove operare».
 Ma l’insoddisfazione della Cgil va oltre: «non abbiamo ricevuto nessuna risposta sull’istituzione di un osservatorio aziendale di epidemiologia (l’unico strumento per raccogliere informazioni necessarie per lo sviluppo dell’attività territoriale) e nessuna risposta nemmeno per la creazione dell’unità operativa a valenza dipartimentale per endoscopia digestiva. Questa struttura di fatto è già operativa ad Atessa con oltre 1000 interventi l’anno e coprirebbe le esigenze dei cittadini nel settore delle patologie oncologiche».
 Insomma, concludono Zinni e Piccone, «è inspiegabile che Zavattaro senta l’esigenza di intervenire dove le cose funzionano e non si preoccupa di dare risposte ad esigenze vere che vengono dal territorio».

Sebastiano Calella