SANITA' E POLITICA

Abruzzo. Manager Asl, l’esposto sulle nomine ancora fermo

Per Chieti e L’Aquila procedure sotto osservazione

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Alberto Guidoni

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ABRUZZO. «Io aspetto da mesi di sapere se le nomine per i manager Asl hanno rispettato le regole. Prima di accapigliarsi sulla politica, cerchiamo di rispettare le leggi».
Non si è fatto attendere il commento dell’avvocato Alberto Guidoni (generale in pensione dei Carabinieri) che in primavera ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Pescara su presunte irregolarità della Regione nella riconferma dei manager Asl di Chieti e L’Aquila. Quindi potrebbe avere solo il sapore inconfondibile della campagna elettorale il botta e risposta «sulla politica che deve restare fuori dalla sanità» (secondo il Pd) e sul fatto «che questa scelta noi l’abbiamo già fatta» (dice Chiodi).
In realtà si fa finta di non sapere che ad essere “politica” è proprio la sanità: cosa si intende per assistenza sanitaria, quale valore dare alla conservazione o alla cancellazione dello stato sociale, come rendere più o meno costoso il ricorso alle cure mediche (ticket su farmaci, visite e ricoveri nelle Rsa). Insomma è inevitabile che il manager sia espressione di chi governa la Regione: se c’è il centrodestra, il dg applicherà le scelte di questo colore. Se c’è il centrosinistra, è ugualmente inevitabile un comportamento analogo. La risposta di Chiodi perciò non è stata molto convincente per il generale Guidoni che non fa riferimento alla tessera di partito del manager da nominare, ma alle procedure seguite. 

E’ quindi quanto meno ingenuo che per giustificare questo o quel nome, si invochi l’asetticità di queste procedure, ad esempio nella formazione degli elenchi degli idonei: nel caso dell’Abruzzo l’esposto alla Procura segnala che in questo caso sono state bypassate le leggi invocate a garanzia della trasparenza voluta dalla legge. Tradotto in pratica, potrebbe significare che la politica “ci entra” anche quando per nominare qualcuno non rispetta tempi e modi previsti dalla normativa. Infatti le ultime nomine del marzo scorso sono avvenute prima della pubblicazione dell’elenco degli idonei, elenco che forse andava pubblicato prima delle nomine stesse, per consentire eventuali reclami. Tutto sta a vedere se «questa plateale irregolarità nel rispetto di una legge nazionale» – dice l’esposto - sia identificata come una violazione di carattere penale o di tipo amministrativo. O se, invece, merita l’archiviazione, cioè l’assoluzione della politica che nomina i manager in questo modo e dei funzionari pubblici che si accodano.

Sebastiano Calella