ROVESCIO AMMINISTRATIVO

Abruzzo. Il super presidente Pagano con superpoteri: il pastrocchio del concorso annullato

Che valore ha la missiva del presidente del Consiglio regionale?

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Abruzzo. Il super presidente Pagano con superpoteri: il pastrocchio del concorso annullato

Pagano


ABRUZZO. All’improvviso arriva un concorso che scatena feroci polemiche per come è strutturato.
Poi, altrettanto repentinamente, arriva la revoca e a sorpresa, aggirando le decine di censure nel merito, la ragione è: «dobbiamo risparmiare».
Ma come prima non si sapeva che si «deve risparmiare»?
A parte la motivazione che fa a pugni con la logica più elementare in molti ieri sono saltati sulla sedia quando hanno scoperto che il concorso per scegliere il nuovo dirigente della Regione Abruzzo che sovrintenderà l’ufficio stampa è stato improvvisamente revocato.
Qualche dirigente e qualche amministrativista prima si è lasciato andare in un sorriso pronto a sconfessare il solito giornale male informato poi si è dovuto ricredere leggendo i documenti che PrimaDaNoi.it ha pubblicato.
Insomma la particolarità di questa revoca del concorso sta tutta nella lettera del presidente Nazario Pagano che scrive e dà poteri al dirigente di revocare la precedente decisione dell’ufficio di presidenza che aveva indetto la gara pubblica.
Ma può una lettera avere questo potere? Secondo gli studiosi certamente no.
Le regole fondamentali del diritto amministrativo prescrivono per esempio che la revoca di un atto deve essere fatta con lo stesso tipo di atto. Ve lo immaginate Chiodi che scrive una lettera per annullare una delibera di giunta?
In questo caso il bando era stato indetto dall’ufficio di Presidenza del Consiglio regionale (che è una specie di giunta comunale) organo composto da Giovanni D’Amico, Giorgio De Matteis, Alessandra Petri e Paolo Palomba tuttavia una super-lettera di Pagano dà poteri al dirigente di revocare l’atto amministrativo.
La dicitura non casuale riportata da Pagano «di concerto con l’ufficio di presidenza» fa ulteriormente sorridere… ve lo immaginate Chiodi che nella sua lettera scrive «siccome ho parlato con la giunta revoco la delibera taldeitali…».

Il diritto amministrativo -almeno in teoria- è preciso e di sicuro prescrive che una lettera scritta da qualsivoglia carica istituzionale non ha questi poteri nemmeno se avesse il concerto o il benestare del Presidente della Repubblica.
Ulteriore rilievo mosso “ad adiuvandum” è il fato che -sempre Pagano- nella lettera decide di tagliare anche la pianta organica stabilendo che viene tagliata proprio la posizione dirigenziale che bisognava coprire e pure la posizione dirigenziale presso il Servizio tecnico. A questi tagli seguirà anche quello del dirigente di servizio Affari Assembleari (al momento del pensionamento del dirigente attualmente in carica).
Ma decisioni del genere vanno fatte sempre dall’ufficio di presidenza (che non è Pagano-persona) con un atto formale e dopo aver espletato una serie di atti prodromici, non ultimo quello di aver sentito i sindacati.
Insomma superpoteri che ora hanno generato un pastrocchio difficilmente inestricabile anche perché proprio per tali ragioni, secondo alcuni, nessun concorso al momento potrebbe essere stato effettivamente bloccato per inefficacia della revoca e nessun taglio dunque alla pianta organica operato.
Non si esclude che passato il week end i sindacati tornino alla carica così come avevano fatto giorni fa smontando il bando nel merito.
Sta di fato che il presidente Pagano per la seconda volta decide di annullare un concorso con una lettera poi presa per buona da un dirigente. L’altro precedente era avvenuto il 3 luglio 2012  quando dopo una serie di feroci polemiche Pagano decise di chiedere l’annullamento di una procedura di mobilità per «opportunità».
Di passi indietro ce ne sono stati e la fretta magari è cattiva consigliera. Se si continua così però c’è il rischio che le lettere di Pagano costituiranno un precedente e così ben presto procedimenti amministrativi saranno spazzati via a colpi di missive.

a.b.