SANITA'

Asl Chieti, sotto esame il laboratorio analisi declassato

Chiodi e Zuccatelli analizzano le scelte di Zavattaro

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Chiodi con il subcommissario Zuccatelli

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CHIETI. Si è parlato del declassamento del Laboratorio analisi di Chieti e della promozione a Uoc (unità operativa complessa) di Lanciano, durante l’incontro riservato tra Gianni Chiodi e Giuseppe Zuccatelli che c’è stato ieri all’assessorato regionale alla sanità?
Detto in altre parole: c’è un concreto rischio bocciatura per quest’ultima decisione di Zavattaro che modifica ancora una volta l’Atto aziendale? Non è escluso, visto che ieri a via Conte di Ruvo non era ancora giunta l’eco della conferenza stampa sul Cup regionale in cui è stato pesantemente attaccato il comportamento della Asl di Chieti (e soprattutto della Commissione presieduta dai responsabili del Cup aziendale) per la singolarità con cui sono stati decisi vincitori e vinti dell’appalto regionale.
Salvo poi ribaltare il risultato con i soliti, prevedibili sviluppi giudiziari di ricorsi e controricorsi. Allora è più probabile che sul tavolo del commissario e del suo vice siano state analizzate le scelte oggi contestate da alcuni del manager di Chieti, che prima affonda e poi ripesca l’unità operativa citologica di Lanciano (che è il reparto più produttivo di tutta la Asl e forse della Regione) e poi cancella la complessità del Laboratorio analisi di Chieti che vanta 3 mln di prestazioni e nicchie di eccellenza di tutto rilievo. 

Il manager ha spostato l’attuale primario universitario Stefano Martinotti a direttore di una piccola struttura a programma, di cui però si ignora il programma stesso. Trasformato invece in Uoc (unità operativa complessa) il laboratorio di Lanciano e promossa sul campo il suo primario Maria Golato,  già vincitrice di un altro braccio di ferro con il primario di Vasto.
Il laboratorio di questo ospedale è stato trasformato in direzione funzionale di Lanciano ed il suo primario Iezzi è stato promosso a capo di una unità operativa semplice a valenza dipartimentale (Uosd) sul territorio.
Peccato che questa Uosd sul territorio non c’è e Iezzi continua come prima il suo lavoro in ospedale. Anche perché, dopo le proteste del consigliere regionale Giuseppe Tagliente, sembra che il manager abbia sospeso l’operatività di quella decisione. Lo stesso destino “del territorio che non c’è” attende il collega Vitullo, del laboratorio di Chieti, la cui struttura tipicamente ospedaliera segue le malattie tromboemboliche (800 pazienti in tutta la provincia). Ora, dopo il declassamento di Chieti e forse per compensare lo scippo, questa struttura è diventata “territoriale” almeno sulla carta, visto che sul territorio non c’è, né potrebbe esserci per la sua natura.
E di queste somme algebriche (così le ha definite la Cgil in un comunicato di protesta) si è sicuramente parlato tra Chiodi e Zuccatelli.
A meno che, oltre che dell’irresistibile ascesa del primario di Lanciano, non si sia parlato degli appalti che in questa area del laboratorio sono in corso o stanno per essere banditi per “l’area siero”. 

Qualche preoccupazione c’è, sia per la complessità dell’unificazione dei laboratori delle due Asl precedenti, sia per il peso economico milionario di questi acquisti, sia per la gestione non sempre indolore delle rispettive gare. Infatti l’ultimo appalto per la coagulazione ha visto affluire una serie di richieste di chiarimenti (il che potrebbe essere nella normalità di queste gare) e di segnalazioni di errori nel capitolato (ad esempio metodiche che non si usano più, il che però è stato giustificato come “refuso”).
Il timore fondato ora è che i partecipanti alla gara – i cui uffici legali sono agguerritissimi – possano far saltare un’eventuale aggiudicazione non gradita, con evidenti danni per la Asl.
Il rischio, visti i precedenti della Asl di Lanciano, è che si potrebbe ripetere un copione già visto e cioè l’annullamento della gara “area siero”, bocciata dal Tar nel 2009 e successivamente dal Consiglio di Stato nel 2010, dopo l’aggiudicazione per oltre 6 mln di euro. La Commissione della Asl di Lanciano aveva infatti deciso alcuni criteri di valutazione dopo l’apertura delle buste con le offerte senza che questi criteri fossero indicati nel disciplinare di gara. Un esempio di mancata trasparenza che i giudici amministrativi avevano censurato. Ma forse di questo Zavattaro non è stato informato: sostiene infatti che il declassamento è ininfluente perché a Chieti non cambia nulla, né attività né personale, salvo il primario che ora è di Lanciano. Anche Marchionne sostiene che la Fiat non si è spostata da Torino, quando tutti sanno che il vertice che comanda ormai è a Detroit.

Sebastiano Calella