APPALTO CONTESTATO

Abruzzo. Cup regionale: un futuro da Gdf e da Corte dei conti?

Ombre e versioni che non convincono: possibile un ennesimo pasticcio?

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3942

OSPEDALE CHIETI SS ANNUNZIATA

Asl Chieti




ABRUZZO. Si gioca su più piani la guerra sull’appalto del Cup regionale: da una parte ci sono le ragioni dell’opportunità politica di spendere oggi 60 mln per un servizio che costa molto, ma molto meno.
E quindi il consiglio di ritirare il tutto. Dall’altra, emergono le indecisioni della commissione che ha gestito l’appalto di cui è capofila la Asl di Chieti e che è formata dai responsabili dei vari Cup aziendali.
Ci sono poi anche le incertezze della Asl teatina: prima viene pubblicata sul suo Albo Pretorio una delibera che ha per oggetto “le cause ostative” che hanno impedito l’assegnazione della gara al vincitore Rti Nike-Gesan, ma che viene oscurata in quanto ci sarebbero elementi “sensibili” di natura giudiziaria che per motivi di privacy non sono pubblicabili.
Poi la stessa Asl spiega in un comunicato che le verifiche hanno fatto scoprire che le autocertificazioni sulle pendenze giudiziarie non sono corrette (allora le pendenze ci sarebbero? qui la privacy è scomparsa?) e quindi la Nike-Gesan è stata esclusa.
«A questo punto – continua il comunicato - la Asl sta procedendo alle analoghe verifiche preliminari dei requisiti e delle dichiarazioni rese dalla ditta arrivata seconda in graduatoria, la Cns Televita. Nel frattempo la stessa Cns Televita aveva già avviato un’azione legale contro l’aggiudicazione preliminare alla Nike Gesan. Su tale procedimento la Asl attende il pronunciamento dell’autorità giudiziaria».
 La rivelazione delle “criticità” presentate dalla Nike, che gestisce il Cup di Teramo, ha fatto scattare la richiesta del consigliere Pd Claudio Ruffini, ma anche le proteste del capogruppo Camillo D’Alessandro: «se i requisiti giudiziari non sono ok, la Asl di Teramo ha fatto o farà analoghi controlli, visto che nel 2012 la Nike ha vinto l’appalto del Cup? Mi riservo di presentare un’interrogazione alla Giunta regionale». Intanto anche la Nike-Gesan sarebbe intenzionata a presentare un ricorso al Tar, in una guerra tutti contro tutti, con i ricorsi che poi alla fine saranno unificati e troveranno soluzione nei diversi gradi di giudizio. Ma tra un paio di anni. Più rapida sembrerebbe la strada legale indicata ieri da Tagliente, Giuliante e Rabuffo, che hanno di fatto suggerito alla Giunta il ritiro dell’appalto in autotutela.
Una soluzione politica di grande prudenza che eviterebbe due grossi pericoli: il primo è l’interessamento della Corte dei conti (in conferenza stampa i tre esponenti del centrodestra hanno parlato di uno spreco da 40 mln e delle inadempienze dell’Arit), il secondo è una possibile indagine della Gdf, molto sensibile agli appalti ed alla composizione societaria (evidente o occulta) delle aziende che partecipano a queste gare. 

Infatti un’eventuale inchiesta sarebbe facilitata da elementi che già in passato sono emersi durante lo screening a cui sono stati sottoposti gli amministratori di queste società che hanno partecipato agli appalti e i loro consulenti, esperti di società ombra e/o esterovestite.
 Insomma la bufera che si annuncia rischia di far passare in secondo piano la «dabbenaggine» (è questo l’eufemismo usato ieri in conferenza stampa) della Commissione composta dai rappresentanti dei vari Cup aziendali.
 Questi “esperti” avrebbero bypassato la legge sugli acquisti centralizzati: invece di risparmiare avrebbero usato il metodo della sommatoria delle spese che ha prodotto un costo finale «assai debordante».
 In questo quadro di «sempliciotti» in azione, però stonerebbe una notizia rimbalzata ieri al termine della conferenza stampa: se così fosse, “nulla quaestio”. Ma se nella Asl di Chieti fossero stati organizzati (sembra ad agosto scorso) corsi di formazione per futuri addetti al Cup? Erano finalizzati a quello aziendale o a quello regionale? Se l’agenzia che fornisce i lavoratori era stata già attivata in vista delle assunzioni per il futuro Cup regionale, il quadro complessivo di riferimento sarebbe diverso.

Sebastiano Calella