SANITA'

Chieti, il sindaco Di Primio contro il declassamento del laboratorio analisi

Scippo continuo al SS. Annunziata: chiude anche Semeiotica

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Chieti, il sindaco Di Primio contro il declassamento del laboratorio analisi




CHIETI. Il sindaco di Chieti protesta per il  declassamento del laboratorio analisi del SS. Annunziata ed invita il manager Asl Francesco Zavattaro «a sospendere l’esecutività della delibera, se adottata. La prossima volta – scrive in una lettera inviata via mail - gradirei un maggiore coinvolgimento del Comune nelle decisioni-revisioni che riguardano Chieti. Sono pur sempre la massima autorità cittadina in tema di sanità».
 La protesta è stata inviata per conoscenza anche al commissario Gianni Chiodi ed all’assessore Mauro Febbo. In effetti il sindaco Umberto Di Primio non ha altri mezzi per dissentire dalle scelte che penalizzano oggi – ed hanno penalizzato in passato – la sanità teatina, dopo il frettoloso matrimonio delle due Asl di Chieti e di Lanciano-Vasto che ha provocato disastri di ogni genere.
Quindi la protesta bene interpreta lo sconcerto ed il disappunto della città di fronte a questo ennesimo scippo che va a favorire il laboratorio analisi di Lanciano, elevato a rango di Unità operativa complessa rispetto a Chieti che resta Unità semplice. Ma forse il sindaco avrebbe fatto meglio ad alzare la voce in precedenti occasioni, quando proprio i suoi colleghi di partito più vicini hanno difeso il declassamento della Cardiochirurgia teatina o la continua erosione della presenza universitaria in ospedale o ancora il trasferimento di reparti e servizi di eccellenza.
Addirittura Di Primio dovrà tornare a scrivere anche nei prossimi giorni, visto che all’inizio di novembre è previsto l’accorpamento (non si dice mai “chiusura”) di Semeiotica medica, che sarà inserita nella Geriatria con il contestuale trasferimento ad Ortona.
E’ un altro tassello del lento, inesorabile declino del SS. Annunziata: scippo dopo scippo il suo destino – già più volte trattto da PrimaDaNoi.it - è quello di restare solo come un piccolo ospedaletto di campagna. Per tornare al laboratorio analisi, sarebbe riduttivo interpretare questa vicenda in chiave campanilistica o di concorrenza tra i due laboratori: Lanciano non c’entra nulla dal punto di vista della professionalità di chi ci lavora, dal primario Maria Golato all’ultimo degli operatori.
Il fatto è che le giustificazioni addotte dalla Asl per questo declassamento sono di carattere economico e normativo, entrambe traballanti. Infatti non è sufficiente dire «bisogna risparmiare e così si paga solo il primario di Lanciano».
 Intanto perché il discorso potrebbe essere ribaltato e cioè «paghiamo solo il primario di Chieti, il professor Stefano Martinotti».
 Poi perché per la Asl è irrisorio il costo di un docente universitario in convenzione con la d’Annunzio. Né valgono le ragioni burocratico-normative: la Asl si è accorta solo oggi che la convenzione per il laboratorio non esisteva perché quando fu sottoscritta 13 anni fa era finalizzata alle malattie reumatiche. E’ pur vero che da molti anni il professor Martinotti è stato il destinatario di delibere e di atti ufficiali come direttore della Patologia clinica (il laboratorio), ma solo oggi è stato deciso – all’insaputa del sindaco – un no a Martinotti ed un sì a Maria Golato. Proprio in un momento in cui sono in scadenza quasi tutti gli appalti che riguardano materiale di consumo, kit diagnostici e macchinari per le analisi. Cioè milioni di euro.
Sebastiano Calella