GIUSTIZIA AL RISPARMIO

I precari abruzzesi della Giustizia manifestano a Roma

Chiedono il tempo determinato a partire da gennaio

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I precari abruzzesi della Giustizia manifestano a Roma

ABRUZZO. I dipendenti precari della Giustizia domani saranno a Roma, in piazza della Rotonda (cioè al Pantheon), per rivendicare la loro stabilizzazione lavorativa.
Dall’Abruzzo partiranno in 80, ma ne sono attesi altre centinaia dei 3.400 che lavorano in tutta Italia, grazie ai corsi di formazione finanziati inizialmente (2010) dalla Provincia di Roma, successivamente dalla Regione Lazio (2011) e poi dalle altre Regioni che hanno utilizzato questo ammortizzatore sociale per sopperire all’endemica carenza di personale nei Tribunali italiani. La manifestazione, organizzata dall’Upg (unione precari della Giustizia) è stata indetta a livello nazionale per sollecitare il Parlamento ad inserire nella legge di stabilità una disposizione che possa salvare questi posti di lavoro.
Detto meglio: per assicurare il funzionamento degli uffici giudiziari, altrimenti già bloccati dalla cronica carenza di personale. Recentemente, in vista della scadenza dei contratti al prossimo 30 novembre, c’era già stata una mobilitazione con la richiesta di inserimento di un emendamento in una commissione del Senato che però si è dichiarata incompetente. Ora la richiesta di stabilizzazione viene presentata a tutto il Parlamento per ottenere un contratto a tempo determinato alle dipendenze del ministero della Giustizia a partire dal prossimo gennaio. Superfluo aggiungere che la richiesta è ben vista da tutti gli operatori del mondo giudiziario, ben consapevoli dell’apporto insostituibile di questi lavoratori al funzionamento della macchina giudiziaria.
Solo a L’Aquila si parla di 210 tirocinanti della Corte d’Appello dell’Aquila che lavorano con un Progetto formativo su tutto il territorio regionale. Anche loro non hanno avuto risposte per un contratto a tempo determinato con il Ministero perché non è stato preso in considerazione dalla Legge di Stabilità.
«Vogliamo ribadire», sottolinea il segretario generale Uiltem Maurizio Sacchetta, «che questi lavoratori svolgono un fondamentale supporto agli impiegati amministrativi e si sono integrati negli Uffici Giudiziari riuscendo a sopperire alle carenze di organico del Ministero della Giustizia, inoltre tutti i Presidenti delle Corti d’Appello che ospitano questi lavoratori hanno inviato una lettera con parere favorevole affinchè queste professionalità non vengano sprecate ma, al contrario , si riesca a trovare una soluzione per farli restare anche nel 2014 per smaltire l’arretrato degli Uffici giudiziari».