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Asl Chieti allarme conti: per risparmiare ci saranno anche meno pulizie

Si passa poi al taglio di personale

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Asl Chieti allarme conti: per risparmiare ci saranno anche meno pulizie

Zavattaro




ABRUZZO. I tagli alle spese della Asl di Chieti non possono aspettare: addirittura saranno riprogrammate «le pulizie delle aree non strategiche per ottenere il maggior risparmio possibile».
 Ma il manager ha dovuto spostare l’incontro sindacale programmato per oggi sull’argomento con i Direttori ed i responsabili delle Unità operative. Si trattava e si tratta di attivare i primi provvedimenti finalizzati a risparmiare sulla voce “beni e servizi” che in Bilancio è lievitata oltre misura, come ha scritto Chiodi nel Programma operativo 2013-2015.
 Il che ha prodotto una tirata d’orecchi a tutti i manager delle quattro Asl. Ma l’incontro previsto è slittato, forse anche per la complessità delle azioni che ciascun dirigente deve intraprendere per rispondere alle richieste del manager pressato dal Commissario e per il poco tempo a disposizione.
Solo il 15 ottobre il dg Francesco Zavattaro ha inviato una lettera ultimativa al direttore amministrativo, a quello sanitario ed alle Unità operative, oltre che al Nucleo aziendale di valutazione ed alla Regione.
Ed ha concesso una settimana di tempo per inviare i report delle iniziative ed i calcoli degli eventuali risparmi. Poco per la «riunione di ricostruzione della cabina di regìa con funzione di Comitato anticrisi per il riequilibrio dei conti 2013-2014», come si legge nell’oggetto della missiva. Che così continua: «Prima ipotesi di interventi straordinari e di emergenza per il contenimento dei costi per il 2013».
 In pratica due mesi soltanto per sanare gli sforamenti ormai registrati. L’allarme di Zavattaro evoca una specie di economia di guerra, con ristrettezze che interesseranno le pulizie ed il parco automezzi, il personale precario da tagliare, i lavori da bloccare, una nuova distribuzione del personale amministrativo, la «riorganizzazione dei magazzini (economali e farmaceutici) con la previsione della chiusura del maggior numero possibile dei luoghi di stoccaggio».
 Secondo il manager «ovviamente» si tratta solo di un «primo pacchetto di interventi congiunturali da verificare nella loro fattibilità tecnico-amministrativa e nell’impatto economico sul 2013 e sul 2014». 

Il tono ed il contenuto della lettera hanno destato allarme e sorpresa tra gli addetti ai lavori, perché la crisi è arrivata all’improvviso. Per anni l’immagine che si è voluta dare alla Asl unificata Lanciano-Vasto-Chieti era quella di una specie di Bengodi dove tutto funzionava per il verso giusto, spending review compresa.
Non era così e forse stavolta la responsabilità non è di Zavattaro, che paga colpe non sue a causa della forzata e frettolosa unificazione delle due Asl. Che ci dovesse essere una sola Asl provinciale non è in discussione, ma aver voluto forzare i tempi ha prodotto un “mostro” amministrativo, con esubero di personale non redistribuito e con sistemi informatici che non colloquiavano tra di loro: addirittura erano diversi i programmi per timbrare i cartellini degli orari di servizio, tanto che queste problematiche non sono state ancora risolte per la mancanza di organizzazione sul territorio (da Gissi si deve andare a Chieti per presentare questioni di facile soluzione….).  
Anche i due bilanci erano diversi e non compatibili, mentre gli stipendi dei medici ospedalieri di Lanciano che non erano e non sono ancora uguali a quelli di Chieti. E chi più ne ha più ne metta. Questa unificazione è un’operazione che ricorda lo scioglimento dell’Arssa, dove il furore del risparmio “d’immagine” - e non di sostanza - ha tagliato solo gli emolumenti del CdA e del dg, ma ha lasciato i dipendenti in un limbo in cui non riescono a produrre quanto prima, con danni incalcolabili per l’agricoltura. Altro che risparmio… E così anche i dipendenti amministrativi Asl in esubero dopo l’unificazione, si aggirano come quelli dell’Arssa senza produrre molto. A distanza ormai di anni, Zavattaro vuole «la ricognizione di tutto il personale amministrativo» e la «sostituzione di tutto il personale a tempo determinato con personale a tempo indeterminato, con la relativa quantificazione degli effetti economici di questa manovra mese per mese fino a tutto il 2014 e con la riattribuzione del personale secondo le mutate articolazioni amministrative».
 Con uno scatto di orgoglio, Zavattaro vuole decretare la fine dei raccomandati e degli imboscati? Potrebbe essere, ma non è sicuro. Manca in questo programma di risparmio un taglio allo staff della direzione generale ed alle nomine dei consulenti (i famosi art. 15 septies, che guadagnano più dei primari). E c’è il rischio invece che i primi ad essere tagliati possano essere i più sacrificati, cioè gli addetti al Cup che provengono dalle Cooperative e che svolgono un lavoro pesantissimo. Forse si tratterà solo di riduzione di orario e non di licenziamento, anche se non si capisce perché quando si tratta di tagliare non si comincia mai dai piani alti.

Sebastiano Calella