ECONOMIA

Abruzzo, «il rapporto Ocse fatica a essere applicato»

Lo dicono gli stakeholders abruzzesi riuniti a Castelli

Redazione Pdn

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Abruzzo, «il rapporto Ocse fatica a essere applicato»






ABRUZZO. Le raccomandazioni espresse nel rapporto Ocse, seppure condivise, faticano a essere applicate.
La considerazione arriva dagli stakeholder del territorio abruzzese – esponenti delle amministrazioni locali, delle associazioni di categoria, delle università, imprenditori – riuniti a Castelli nei giorni scorsi per discutere dei contenuti dello studio “L’azione delle politiche a seguito di disastri naturali: aiutare le regioni a sviluppare resilienza. Il caso dell’Abruzzo post terremoto”, presentato all’Aquila nello scorso mese di marzo. Nei prossimi giorni la Regione riceverà il documento contenente gli esiti della discussione.

L’occasione di confronto operativo è stata offerta dal Comitato Abruzzo - organismo nazionale composto da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil – che ha raccolto all’indomani del sisma le donazioni di lavoratori e imprese di tutta Italia per cofinanziare progetti che sul territorio fossero in grado di produrre crescita e occupazione. Il work-shop ha visto riuniti in distinti gruppi di lavoro i rappresentanti degli 8 progetti cofinanziati, amministratori locali e regionali, vertici delle associazioni datoriali e sindacali, delle Destination Management Company del turismo, dei Poli di innovazione, giornalisti, autorità militari, tra cui il presidente di Confindustria L’Aquila, Fabio Spinosa Pingue, l’assessore aquilano con delega alla Smart City, Alfredo Moroni, il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, Fabrizio Magani, il comandante militare regionale, Rino De Vito, il segretario provinciale Cgil, Umberto Trasatti, il componente del Comitato Abruzzo, Leopoldo Lucioli.

Spinosa Pingue ha sottolineato come «tutti gli attori del territorio devono convergere verso obiettivi unici e condivisi ponendo rimedio all'elevata frammentazione regionale in termini amministrativi e alla forte differenziazione economico-sociale. Purtroppo stiamo assistendo a discussioni e progetti che ci portano nella direzione contraria rispetto alle direttrici suggerite dallo studio Ocse che, ricordo, è stato realizzato per far sviluppare alla regione attività di resilienza; basti pensare ad esempio alle formazioni di diverse Unioni dei Comuni in sostituzione delle scomparse e defunte Comunità Montane, come pure all'idea di aprire una facoltà universitaria di Agraria ad Avezzano in collaborazione con la lontanissima università di Teramo o all'apertura dell'Aeroporto dei Parchi all'Aquila andando di fatto a sperimentare la nanotecnologia applicata agli enti ottenendo doppioni di realtà già mignon. Per non parlare poi della infinita discussione, che va avanti ormai da tre anni, sull’utilizzo dei Fondi FAS in Valle Peligna, destinati a generare reddito e occupazione autentica, che non trova ancora una stabile convergenza».
I gruppi di lavoro si sono confrontati su “Strategia di innovazione regionale del sistema produttivo”, “Miglioramento dell’utilizzo del patrimonio culturale e ambientale e della strategia di sviluppo turistico integrato e sostenibile” e “Nuovo sviluppo dell’Aquila post terremoto: la città intelligente”.
In particolare, nel corso della prima discussione, è emersa la necessità di coordinamento tra i Poli di innovazione. Di contro, anche le piccole imprese, che faticano a rispondere a bandi “importanti”, chiedono forme di sostegno più tagliate sulle loro esigenze.
E’ necessario trattarle in maniera diversa per avvicinarle ai processi di innovazione organizzativa e tecnologica. Nel team di lavoro dedicato al turismo si è condivisa la necessità di una governance del settore che privilegi un approccio aziendale. Bisogna prestare attenzione al gusto del turismo estero facendo rete. E’ forte la percezione della mancanza di un brand territoriale di peso e di arretratezza rispetto alla produzione di servizi turistici di qualità. Fondamentale resta la realizzazione di un piano paesaggistico regionale. Sulla ricostruzione dell’Aquila come smart-city c’è stata ampia condivisone. Ma una città così innovativa deve passare necessariamente attraverso la ricostruzione di un rapporto proficuo con l’Università e la realizzazione di una partecipazione vera della cittadinanza.

Le risultanze della discussione saranno trasmesse alle pubbliche amministrazioni abruzzesi.

Nel corso del work-shop sono stati resi noti anche i risultati di monitoraggio sugli otto progetti in corso. Il prossimo incontro del Comitato Abruzzo si terrà in aprile a Sulmona.