APPALTI PUBBLICI

Chieti. Scelta civica: «poca trasparenza, ritirare l’appalto allo stadio Angelini»

Ma lunedì il Comune di Chieti consegna i lavori per le piste di atletica

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2166

Chieti. Scelta civica: «poca trasparenza, ritirare l’appalto allo stadio Angelini»

Lo stadio Angelini



CHIETI. Annullare in autotutela l’appalto per il rifacimento delle piste dello stadio Angelini: è questa la richiesta contenuta in un odg presentato ieri da Alessandro Giardinelli, Scelta civica, al presidente del Consiglio comunale di Chieti.
«Non solo è già presente un ricorso al Tar da parte dell’Associazione costruttori e di imprenditori che contano (Paolo Primavera, Rocco Di Marzio e Genanro Strever) – scrive Giardinelli – ma soprattutto sono molto a rischio i criteri utilizzati per gli inviti delle ditte, che non sarebbero quelli chiesti dalla giurisprudenza amministrativa».
 Del tutto casualmente, sempre ieri l’assessore ai Lavori pubblici ha comunicato che questi lavori sono stati assegnati alla «Tipiesse srl di Villa d’Adda (Bg) che ha offerto un ribasso del 29,09% corrispondente ad un importo di 307 mila euro. L’opera è stata progettata dall’ing. Eraldo Mammarella e dall’arch. Gaetano Parere e prevede il rifacimento totale della pista di atletica, ormai vetusta ed inutilizzabile per gare ufficiali. I lavori saranno consegnati lunedì 21 ottobre e avranno la durata di 120 giorni, salvo le avverse condizioni atmosferiche».
 In realtà questa richiesta di annullamento in autotutela è la logica conclusione politica dello scontro costruttori-Comune, di cui PrimaDaNoi.it ha già dato conto.
Si tratta cioè – secondo Scelta civica – di «incentivare la partecipazione delle imprese locali» ai lavori pubblici del Comune, cosa che questo appalto non avrebbe tutelato. Addirittura, sempre secondo Giardinelli, sarebbero del tutto contraddittorie le giustificazioni secondo le quali sarebbero state invitate «solo le ditte presenti nell’elenco dell’Autorità di vigilanza ed in possesso dei requisiti richiesti: infatti alcune di queste ditte non hanno potuto partecipare alla gara proprio perché non avevano questi requisiti».
 Senza dire delle altre competenze richieste, come la conoscenza dei luoghi, del clima ecc. che sicuramente le imprese locali hanno in più rispetto alle altre che vengono in trasferta. E allora - chiede l’odg - quale criterio è stato utilizzato? Tra l’altro viene riportata una sentenza del Tar di Milano in cui viene sancito in maniera incontrovertibile che “la stazione appaltante”, cioè il Comune, deve applicare criteri di trasparenza che consentano a tutti di partecipare alle gare. Ciò significa – spiega il Tar – che se il Comune non vuole pubblicare un avviso o non disponga di un proprio elenco delle imprese di fiducia (come nel caso di Chieti), «deve in ogni caso predeterminare ex ante precisi criteri di ricognizione del mercato e selezione delle imprese».
 Cosa che Scelta civica teme che non sia stato fatto, esponendo il Comune ad una sconfitta al Tar.

Intanto si apprende che lo Studio Legale “Liberati Baglietti Tittaferrante & associati” ha mandato per conto dell’Ance formale diffida al sindaco Umberto Di Primio, al Segretario Generale Reggente del Comune di Chieti, Angelo Radoccia, all’Ingegnere Paolo Intorbida Dirigente v Settore LL.PP del Comune di Chieti, al Geometra Raimondo Censurato Responsabile del procedimento e all’Ingegnere Eraldo Mammarella Direttore dei Lavori.

Sebastiano Calella