POST TERREMOTO

Ricostruzione L’Aquila, «da febbraio soldi finiti». Governo Letta rassicura

Presidente della provincia Del Corco escluso dalla riunione

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6 aprile 2013: fiaccolata in ricordo delle vittime del terremoto





L'AQUILA. Vertice dei sindaci del cratere chiamati ieri a raccolta dal primo cittadino dell'Aquila, Massimo Cialente, dopo il mancato stanziamento di fondi aggiuntivi sulla ricostruzione nella legge di stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi.
«E' bene che i cittadini sappiano che, per quanto riguarda il Comune dell'Aquila, del miliardo e due che c'è stato dato, già oggi abbiamo bisogno di 650 milioni di euro per progetti già approvati e, per dicembre, arriveremo con l'ufficio di Aielli ad un totale di circa 900 milioni», ha detto Cialente.
Nel corso dell'incontro non sono stati fatti accenni a proteste, ma è stata manifestata l'esigenza di confronti con il Governo. «Nello stesso tempo, i comuni del cratere - ha aggiunto Cialente - hanno da spendere ancora 200 milioni di euro e anche loro saranno costretti a bloccarsi. In questo modo, Comune dell'Aquila e Cratere non avranno più le risorse già nel mese di febbraio, considerando che, nel miliardo e due, c'è anche la ricostruzione pubblica, vedi uffici e scuole, le spese incomprimibili, vedi assistenza sociale e smaltimento delle macerie comuni, le somme per mantenere i nostri bilanci».
Per Cialente, «non ci è stato dato nulla rispetto a quanto ottenemmo con la vicenda legata alla restituzione della fascia tricolore e alle bandiere ammainate, il miliardo e due ci è stato semplicemente anticipato quando noi l'avevamo già trovato, con l'accordo e l'aiuto del Governo».
Lunedì, intanto, ci sara' una nuova assemblea dei sindaci e per venerdi' prossimo, verra' organizzata un'assemblea pubblica.
«E' bene che il Governo capisca che con questa legge di stabilita', a febbraio manderemmo in vacanza, almeno per un anno gli uffici speciali della ricostruzione. In soldoni, bloccheremmo tutto per mancanza di fondi. L'hanno capito persino i ragazzi delle scuole superiori, in mobilitazione questa settimana: in loro ho trovato una grande consapevolezza, maturita' e decisione. Loro hanno capito che i soldi non ci sono. Fermo restando - ha concluso il Sindaco - che torneremo a Roma a manifestare tutta la nostra preoccupazione, il Governo, se ci vuole davvero aiutare, deve sfidare l'Europa e dimostrare, nel semestre europeo che spettera' all'Italia, che attingendo alla cassa depositi e prestiti non si sfora il patto di stabilita' se si interviene per calamita' naturali».

DIALOGO CON IL GOVERNO
Per il coordinatore dei sindaci del cratere del terremoto, Emilio Nusca, «è evidente che i fondi non bastano e non basteranno, è arrivato il momento di sederci di nuovo con il governo». Intanto, il presidente della provincia dell'Aquila, Antonio del Corvo, ha attaccato Cialente per il mancato invito alla riunione.
«Apprendo con grande rammarico che il sindaco Cialente ha ben pensato di escludere la Provincia dal dibattito sui fondi della ricostruzione, nonostante l'Amministrazione provinciale abbia messo in campo uno dei primi interventi di ricostruzione pesante nel centro storico dell'Aquila e abbia un ruolo rilevante nel processo di ripresa viste le sue competenze, non ultima l'edilizia scolastica, il primo cittadino non ha ritenuto di coinvolgere la Provincia».
All'incontro oltre ai coordinatori della ricostruzione per L'Aquila e per il cratere, rispettivamente Paolo Aielli e Paolo Esposito, è intervenuta la Giunta comunale, la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, l'ex parlamentare Giovanni Lolli, il presidente Ance L'Aquila, Giovanni Frattale, e il direttore dell'Ance, Francesco Manni, il presidente di Asm,Luigi Fabiani, il presidente della Camera di Commercio, Lorenzo Santilli, ed il vice presidente della Camera di Commercio Agostino Del Re, e rappresentanti di Confindustria ed Api.

SINDACATI: «INTERVENGANO SEGRETERIE»
I rappresentanti provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto invece l'intervento delle rispettive segreterie nazionali. In tal senso Umberto Trasatti (Cgil), Paolo Sangermano (Cisl) e Michele Lombardo (Uil), in occasione di una riunione con il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, e con Giovanni Lolli, hanno consegnato la nota inviata ai Segretari generali regionali in cui viene sollecitato un intervento nei confronti delle segreterie nazionali.
«Riteniamo - hanno detto i sindacalisti aquilani - che la questione della ricostruzione dell'Aquila sia una priorità del Paese. Le risorse stanziate dal Governo risultano irrisorie e assolutamente insufficienti per consentire la prosecuzione dei lavori nel centro storico. Se la legge di Stabilità non dovesse subire modifiche, la ricostruzione dell'Aquila e dei comuni del cratere sarà destinata a bloccarsi completamente all'inizio del prossimo anno».

SANNA, SU L'AQUILA OCCORRE SFORZO STRAORDINARIO Pescara
Franco Sanna, consigliere del presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta, spegne le polemiche sulla ricostruzione dell'Aquila post terremoto. Ieri, parlando a Pescara, ha annunciato che «quello approvato l'altro giorno dal Consiglio dei ministri e' un testo base che inizia un suo percorso parlamentare. E' chiaro che sull'Aquila c'e' bisogno di uno sforzo straordinario - ha ammesso. In questo momento - ha aggiunto - c'e' la conferma dei danari che erano gia' stati previsti, un incremento di 300 milioni che dovrebbe servire a portare avanti con rapidita' le opere programmate e farle muovere anche sul versante dei pagamenti con meccanismi di semplificazione amministrativa».
Ma le prospettive sembrano positive. «Il ministro Trigilia, che ha questa delega importante e fondamentale per il governo -a detto Sanna - ha gia' riconosciuto che si parte, probabilmente, da una soluzione che non soddisfa le aspettative che c'erano ma che queste soluzioni verranno migliorate nelle prossime settimane di lavoro. Io credo - ha proseguito - che anche il sindaco Cialente riconoscera' alla fine di questo lavoro che abbiamo mosso le cose, abbiamo rimesso i cantieri in movimento e abbiamo fatto dimenticare una ipotesi per cui L'Aquila e il suo centro storico non esiste piu'. Si risistemera', si fara' la ristrutturazione e la ricostruzione e gli aquilani torneranno a vivere nel centro storico". Sanna ha assicurato che "anche Letta se ne rioccupera' personalmente».