AGRICOLTURA

Abruzzo. Aziende agricole, l’Iva sulle bollette Enel è al 10%... ma nessuno lo sa

Scoperta del Cospa: «pagata sempre aliquota al 22%»

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Abruzzo. Aziende agricole, l’Iva sulle bollette Enel è al 10%... ma nessuno lo sa




ABRUZZO. Le aziende agricole abruzzesi pagano l’aliquota Iva sulla bolletta Enel al 22% anziché al 10%.

«Da un sondaggio effettuato dalla nostra associazione», spiega Dino Rossi del Cospa, «nessuno è a conoscenza che l’imposta sulla bolletta Enel delle aziende agricole deve essere attuata a tariffa ridotta in ottemperanza del testo unico D.Lgs. 26 ottobre 1995 n. 504».
La scoperta: «dopo aver ricevuto una bolletta esorbitante», racconta ancora Rossi, «l’ho pubblicata su Facebook, per lanciare una manifestazione di protesta e chiedere la reintroduzione dell’agevolazione post terremoto in quanto lo Stato e chi lo rappresenta in Abruzzo si sono dimenticati dei terremotati abruzzesi e soprattutto delle aziende agricole».
Ma poco dopo, sempre grazie ai social network, Rossi ha fatto una scoperta: «è arrivato un primo commento dell’amico Paolo Brigatti, allevatore della regione Lombardia, che ha commentato: ‘l’aliquota per le aziende agricole è pari al 10%’».
A questo punto l’esponente del Cospa ha effettuato delle verifiche e si è accorto che il collega aveva ragione: «Tutto corrisponde a verità». Una verità scritta nero su bianco anche sul sito dell’Enel che recita: «hanno diritto all'Iva con aliquota ridotta le imprese estrattive, manifatturiere, comprese le imprese poligrafiche ed editoriali e le aziende agricole».
«Mai nessuno», protesta Rossi, «ci ha informato di questa agevolazione, per anni abbiamo pagato l’aliquota piena, gravando ulteriormente su un bilancio già in bilico. La rabbia degli agricoltori sale sempre di più, visto che le organizzazioni sindacali pensano solamente ad informarci sugli obblighi da adempiere, alle tasse che dobbiamo pagare, al pagamento della tessera dei soci, senza preoccuparsi dello stato in cui versa la categoria da loro rappresentata. Continuiamo ad essere fanalini di coda dell’agricoltura, mentre i nostri colleghi lombardi oltre ad essere più edotti di noi in materia fiscale, sono anche maggiormente rappresentati visto che da molto tempo hanno spuntato un aumento del latte e dei prodotti ortofrutticoli».