SFRUTTA E VERDURA

Mercato ortofrutticolo. Tutti d’accordo per la liquidazione volontaria

La Regione vuole diventare proprietaria della struttura ma dovrà farlo a costo zero

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Maurizio Costa

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CEPAGATTI. «La volontà politica è quella di salvare il mercato ortofrutticolo di Cepagatti, perché  è un punto di riferimento economico per 5.500 agricoltori».
E’ quello che ha detto l’assessore regionale Mauro Febbo, al termine del CdA della Valle della Pescara, la società che gestisce il mercato regionale ortofrutticolo di Cepagatti che si è tenuto ieri pomeriggio.
«La proposta concreta è chiedere la liquidazione volontaria della società che oggi gestisce la struttura attraverso un concordato e di fare in modo che la Regione diventi proprietaria al 100% del capitale».
«Questa proposta della Regione è stata apprezzata e condivisa da tutto il CdA – commenta da parte sua Maurizio Costa, presidente del mercato – è questa la strada per uscire dalla difficile situazione economica in cui ci troviamo».
 Il riferimento è certamente all’ultima rata di mutuo da oltre 4 mln che la Valle della Pescara non è in grado di pagare, ma anche alla vicenda del decreto ingiuntivo e del pignoramento che la società Infoteam – che gestisce il sistema informatico con un contratto da 150 mila euro l’anno - ha inviato al mercato ortofrutticolo e su cui il giudice deciderà il 30 ottobre. Intanto per il 6 novembre è stato già convocato un altro CdA che dovrà decidere di inviare la domanda di concordato preventivo in bianco, come consente la legge in attesa del concordato vero e proprio. E per accelerare i tempi, il verbale di ieri è stato inviato via mail a tutti i soci, soprattutto agli assenti.

Perché ad un CdA così importante - e preceduto da polemiche roventi - ieri erano presenti in pochi: la Regione, la Camera di commercio di Chieti, la Caripe, la Agros e la Sma. Assenti invece il Comune di Cepagatti, padrone di casa, il Comune di Pescara, le Province di Chieti e Pescara, la Fira e Carichieti e qualche altro socio. Eppure l’argomento da approfondire era quello di decidere la cessione delle quote possedute alla Regione che è disponibile a diventare il proprietario solo se la cessione avverrà a costo zero. In questo modo l’intervento economico promesso dalla Regione non potrà essere giudicato come un “aiuto di Stato”, prassi oggi vietata dall’Europa. «Certamente ci sono difficoltà di questo tipo e negli uffici regionali se ne sta discutendo – conclude Mauro Febbo – parlarne oggi avrebbe chiarito molti aspetti, ma c’erano assenze importanti. Altra prospettiva di soluzione sarebbe quella che ciascuno socio mettesse mano al portafoglio. Ma bisogna verificare questa disponibilità. Certo è che la gestione attuale della Valle della Pescara - di cui si parla male ingiustamente – è stata esemplare perché ha saputo tagliare le spese ed è in attivo. Le voci passive sono gli ammortamenti e l’Imu, che non dipendono dall’attuale CdA».

Sebastiano Calella