OMICIDIO IRRISOLTO

Abruzzo. Antonio Russo, 13 anni fa l’assassinio. La Regione si impegna a non dimenticarlo

Approvata risoluzione in Consiglio

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Antonio Russo

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ABRUZZO. Esattamente 13 anni fa, oggi, a Tblisi veniva ucciso a Tblisi del giornalista free lance di Radio Radicale, Antonio Russo, nato a Francavilla al Mare.
Sulla sua morte ci sono ancora troppi dubbi non risolti, dubbi che nei giorni scorsi sono stati portati in Parlamento dal deputato di Sel Gianni Melilla, con una interrogazione al Ministro degli Esteri.
Il suo corpo fu ritrovato torturato, ai bordi di una stradina di campagna. Oscure le cause della sua morte. Si sa solo che il cronista aveva parlato di una videocassetta contenente torture e violenze dei reparti militari russi ai danni del popolo ceceno, che avrebbe poi mandato in Italia.
E’ per quello che è stato ammazzato?
Quando la sua abitazione georgiana fu perquisita dalla polizia locale fu ritrovata in soqquadro mentre il telefono satellitare, il computer, la videocamera e il materiale di Russo inerente gli eccidi in Cecenia non sono mai stati ritrovati. Le indagini della procura di Roma collegarono l'omicidio di Russo con le sue scoperte giornalistiche.
Lui fu sicuramente l'unico reporter straniero a restare a Pristisna nel 1999 per documentare in esclusiva le terribili fasi seguenti all'ordine di evacuazione emesso dalla Serbia all'avvio dell'invasione militare del Kosovo.
Ieri a Napoli L'attore napoletano Ferdinando Maddaloni in occasione della nuova edizione del "Premio Italia Diritti Umani", ha dato voce alla vicenda umana e professionale dell’inviato di Radio Radicale.

Ieri il Consiglio regionale ha approvato una risoluzione che impegna la Giunta regionale d'Abruzzo e lo stesso Consiglio, «a promuovere le piu' opportune iniziative dirette o attraverso il sostegno alla Fondazione Antonio Russo o altre associazioni private, volte a ricordare con le modalita' e gli interventi piu' opportuni, la figura di Antonio Russo affinche' proprio dall'Abruzzo e grazie al ricordo di un suo straordinario concittadino, si affermi un messaggio di pace, di difesa dei diritti umani e civili e del valore imprescindibile della verita' nell'informazione».
Il documento, votato all'unanimita', e' stato presentato da Riccardo Chiavaroli (Pdl/Fi).
La 'Fondazione Antonio Russo' - ricordava in premessa la risoluzione - ha organizzato ogni anno in Abruzzo il Premio giornalistico Antonio Russo, che ha ricevuto il patrocinio della Presidenza della Camera dei deputati, della Presidenza del Consiglio dei ministri ed e' stato insignito della medaglia della Presidenza della Repubblica e ha visto la partecipazione delle piu' prestigiose firme del giornalismo italiano e internazionale. Tuttavia le sue attivita', svolte da una fondazione a carattere privato, sono temporaneamente sospese a causa della mancanza dei necessari sostegni".
«Antonio Russo - ricorda Chiavaroli - e' stato un giornalista che ha svolto con passione, coraggio e professionalita' il suo lavoro di corrispondente di guerra in diverse parti del mondo».
Alla vicenda di Antonio Russo sono dedicati stati dedicati innumerevoli riconoscimenti oltre a due film: 'Cecenia' di Leonardo Giuliano, con Giammarco Tognazzi e 'L'inquilino di via Nikoladse' di Massimo Guglielmi. Il nome di Antonio Russo compare oggi nella lapide dei martiri ad Arlington, nel Museo della Stampa di Washington, insieme a quello di altri giornalisti scomparsi in servizio.