MORTI INSPIEGATE

Roberto Straccia, il papà: «qualcuno ha fatto male a mio figlio»

I dubbi del genitore a Uno Mattina

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Roberto Straccia, il papà: «qualcuno ha fatto male a mio figlio»

Il papà di Roberto




PESCARA. Mario Straccia, papà di Roberto Straccia, è tornato in tv a parlare della tragedia che ha sconvolto la sua famiglia.
Il 24enne, originario di Moresco è scomparso da Pescara il 14 dicembre 2011, dopo essere uscito di casa per fare una corsa. L’ultima immagine che resta di lui è stata ripresa da una telecamera di videosorveglianza mentre correva nei pressi del Porto turistico, direzione Montesilvano. Dopo 24 giorni il suo cadavere è stato trovato adagiato sulle coste pugliesi, a Bari. Era il 7 gennaio.
E’ mistero su quello che sia accaduto.
Il 24 giugno scorso il gup Gianluca Sarandrea ha archiviato il caso, così come richiesto dalla procura di Pescara secondo cui Roberto potrebbe essersi suicidio o essere stato vittima di una tragica fatalità. Il magistrato Giuseppe Bellelli, titolare dell’indagine, ha confermato che seppur «non esista il film della caduta in mare» le indagini hanno portato ad escludere «delitti colposi o dolosi».
Ma la famiglia non si arrende. Così papà Mario è tornato in televisione dopo alcuni mesi di silenzio e ha chiesto ancora una volta di sapere cosa sia accaduto al figlio.
Il signor Straccia insieme alle telecamere di Uno Mattina è ritornato sotto all’abitazione dove viveva il figlio insieme ad altri 3 studenti. «Non ci credo ancora», a quello che è accaduto, ha spiegato.
«La caserma», ha poi aggiunto, «ha sempre pensato che Roberto si sia suicidato. Il giudice non è riuscito a documentare cosa sia successo».
La famiglia e gli amici hanno sempre escluso il gesto autolesionista: «è impossibile», ripetono da anni. «Nella sua vita andava tutto bene, il suicidio è una comodità di chi doveva completare una pratica fatta male».
Papà Straccia una idea di quello che è accaduto se l’è fatta: sostiene che qualcuno abbia fatto male a suo figlio perché potrebbe aver visto «qualcosa che non doveva vedere . Era un ragazzo buono e solare. Era sempre pronto ad aiutare gli altri: non c’era mai a casa ma quando avevi bisogno lui arrivava subito».