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Abruzzo. Febbo ‘stana’ i «furbetti» del Pdl: «mortificante, non versano quota richiesta»

L’assessore chiede un incontro urgente con i coordinatori del suo partito

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Mauro Febbo

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ABRUZZO. 9.600 euro è il contributo annuo richiesto ai parlamentari nazionali dal regolamento del Pdl.
6.000 euro, invece, quello richiesto ai parlamentari europei e ai consiglieri regionali. Ma chi versa la quota dovuta? Nei giorni scorsi la stampa nazionale ha pubblicato l’elenco completo di tutti i pidiellini in regola con la quota.
E’ risultato che il 40% degli eletti in Parlamento nelle file del Pdl ha posizioni arretrate da sanare, il 21% non ha mai versato la quota per un totale di 3,2 milioni che non sono entrati nelle casse del partito.
Tra i consiglieri regionali di tutta Italia, invece, il 60% ha posizioni arretrate mentre 30% non ha mai versato un euro, per un ‘buco’ di 2,9 milioni di euro.
E in Abruzzo chi paga e chi no?
Dalla tabella riportata sulla stampa nazionale si evince che solo 6 consiglieri regionali su 25 hanno adempiuto interamente o in parte al versamento della quota al Pdl.
Tra questi Federica Carpineta (ha versato 7 mila euro), Gianni Chiodi (6 mila), Federica Chiavaroli (6 mila), Emiliano Di Matteo (5.500- mancherebbero dunque ancora 500 euro), Mauro Febbo (5.500- mancano 500 euro), Luca Ricciuti (5.500-mancano 500 euro). E gli altri? Di loro non c’è traccia nel bilancio Pdl in Gazzetta Ufficiale. Tra questi spicca l’assenza di alcuni ‘big‘ del partito come Lorenzo Sospiri, il presidente del Consiglio Nazario Pagano, gli assessori Gianfranco Giuliante, Angelo Di Paolo, l’ex assessore Lanfranco Venturoni e altri 14.
E tra i deputati? Nel 2012 hanno versato la quota solo in 5 e alcuni nemmeno completamente
Sabatino Aracu (10.400 euro – 800 euro in più del dovuto), Fabrizio Di Stefano (8.000 euro- mancanco 1.600 euro), Filippo Piccone (9.600 euro), Gaetano Quagliariello (9.600 euro), Paolo Tancredi (12.800- 3200 in più), Maurizio Scelli (9.600 euro) Mancano all’appello nel documento del Pdl la sulmonese Paola Pelino e Andrea Pastore.

MAURO FEBBO SCRIVE AI SUOI
L’assessore Mauro Febbo, come un grillino qualunque alla ricerca dei morosi, ha preso carta e penna e ha richiamato quanti non sono in regola con il versamento della quota. Non ha nascosto le proprie perplessità.
«Constatare che, scorrendo l'elenco di quanti hanno già provveduto, all'appello mancano molti amici tra assessori, consiglieri regionali e deputati abruzzesi», scrive Febbo, «è segno di poca coerenza e correttezza personale nei confronti sia del Pdl sia dei colleghi adempienti e rispettosi delle regole interne. Non credo che all’interno di un movimento politico ci siano le distinzioni tra i furbetti e altri: o paghiamo tutti o non paga nessuno, sennò quei soldi me li sarei risparmiati anche io. Personalmente prima di essere “lealista”, “falco” o “colomba” pretendo dai miei amici il rispetto basilare delle regole e della convivenza comunitaria all’interno di un movimento politico».

«COMPORTAMENTI POCO CONSONI»
Per l’assessore, inoltre, «questa incresciosa situazione» diventa «ancora più insopportabile» quando scorge
nel contempo «un comportamento poco consono o poco appropriato al ruolo, proprio da chi non è in regola con il versamento del contributo. Questo lo dico sia da cittadino sia da politico attento alle esigenze dei miei elettori».
Il primo riferimento Febbo lo fa all’onorevole Pelino (senza mai citarla per nome), «mi riferisco all’atteggiamento “dell’onorevole leale” che ha regalato al Pdl pagine intere sia di cronaca locale sia di quella nazionale per non aver saldato il
proprio conto in alcune eleganti boutique».
Altra stoccata ad Antonio Razzi (anche qui non lo cita mai direttamente) di cui l’assessore tira in ballo «le imbarazzanti
dichiarazioni dell’altro “fedele e leale senatore” eletto in Abruzzo che quotidianamente vediamo in trasmissioni satiriche nazionali».
Ma poi va avanti: «naturalmente, in Regione poi, mi riferisco a qualche collega assessore, già uscito dal Pdl due volte, ma sempre pronto a rientrare e restare in maggioranza pur di mantenere e tenersi ben stretta la importante e ambita poltrona. Per non parlare, infine, di altri consiglieri e assessori sempre del Governo regionale che, nonostante eletti grazie al Listino, si permettono di vestire spesso i panni di “contestatore del momento” (Giuliante?, ndr). Tutti questi sono atteggiamenti poco consoni al ruolo ricoperto e che fanno solo balzare il Popolo delle Libertà sulle cronache locali e nazionali a discapito del molto lavoro che viene fatto e concretizzato sia in Regione sia al Governo centrale. Tutte personalità rispettabilissime dalle quali però mi aspetto, e non credo di essere il solo, anche il rispetto delle regole basilari».
Febbo chiede ai coordinatori regionali di indire un incontro di maggioranza dove «si verifichi le notizie di stampa riportate e, se veritiere, portare a conoscenza tutto il Coordinamento regionale di coloro che dal 2009 al 2012 sono ancora inadempiente con il contributo mensile stabilito in 500 euro (mensili, ndr) per i Consiglieri regionali e in 800 euro per i Deputati. Quindi è auspicabile un confronto al fine di chiarire sia l’attuale posizione degli assessori e consiglieri regionali sia anche dei deputati non riconfermati se hanno tutti versato le proprie quote».

a.l.