IL FATTO

Abruzzo. Manifesti pro Priebke, Atessa prende le distanze. «Gesto di pochi esaltati»

Intanto il figlio del capitano delle Ss protesta

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Abruzzo. Manifesti pro Priebke, Atessa prende le distanze. «Gesto di pochi esaltati»

Il giovane Priebke




ABRUZZO. Il caso Priebke continua a far discutere.
Ieri ad Atessa sono comparsi una decina di manifesti funebri. Il sindaco Nicola Cicchitti si è detto indignato, ha presentato un esposto ai carabinieri che stanno indagando sui responsabili. Non è escluso che a giorni ci siano già i primi risultati dell’indagine. Atessa si ribella e rifiuta che passi il messaggio di una cittadina (11 mila abitanti) che sostiene il capitano delle Ss condannato all'ergastolo per aver pianificato l'eccidio delle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944. Come scrive, con toni durissimi, sulla nostra pagina Facebook un utente di Atessa: «Voi non siete miei paesani, non siete abruzzesi come me, siete solo dei pezzenti ignoranti, e vi auguro la stessa fine delle vittime di quella m**** che chiamate capitano». Poi la discussione di infervora, c’è chi chiede di non dare spazio a queste notizie e a certi personaggi e a chi spera che i responsabili vengano individuati dalle forze dell’ordine.
Nel foglio listato a lutto che ha creato sgomento e indignazione, oltre al nome del nazista, un messaggio: "riposa in pace capitano", firmato "camerati atessani" e due immagini sacre. Non ci sono altri dettagli nel manifesto che ha fatto anche il giro del web grazie a Facebook.
«Si tratta di pochi fanatici da cui ovviamente tutta la comunita' atessana prende le distanze – è convinto il sindaco - questi fantomatici 'camerati' si celano dietro un foglio invece di venire allo scoperto, posto che esistano. Temo che qualcuno abbia voluto con questo gesto da vili mettere in cattiva luce il nostro paese: purtroppo, visto il clamore che ha suscitato, sembra esserci riuscito».

Intanto l’Anpi Abruzzo, associazione partigiani italiani rivolgono un sarcastico ‘grazie’ ai camerati atessani: «ci confermate che siamo nel giusto. Viva la Repubblica democratica e costituzionale, nata proprio dalla sconfitta del nazifascismo, che è tanto tollerante, fin troppo, da tollerare perfino una sezione di SS: chiediamo però ai prefetti, ai questori, alle istituzioni, fino a quando la Repubblica incasserà senza reagire?»
In tutto questo la questione dei funerali e della sepoltura di Priebke è tutt’altro che risolto.
«Dove dovrebbe essere seppellito mio padre?», dice oggi il figlio del capitano delle Ss, Jorge. «Per me anche in Israele, così sono contenti...": lo afferma Jorge, il figlio di Erich Priebke residente a Bariloche, il quale definisce "un'ingiustizia. Quasi tutto è un'ingiustizia. Perchè quella gente non guarda quanto succede in Medio Oriente, Siria, Iran oppure quei poveracci a Lampedusa che muoiono nel Mediterraneo? Perchè continuano invece a prendersela con uno dei tempi della guerra finita più di 60 anni fa? Che la smettano di 'joder' (rompere, ndr), sono dei risentiti, quelli rompono nel mondo fin da prima di Cristo», ha aggiunto Jorge Priebke raggiunto telefonicamente dall'Ansa a Bariloche. Alla domanda su chi siano 'quelli', Jorge Priekbe risponde: «Gli stessi di cui stiamo parlando. Ma ora basta - conclude - mi sono arrabbiato troppo. Meglio non parlare più».