IL FATTO

Pescara. Riqualificazione Corso Vittorio, Acerbo: «modificano Prg con delibera di giunta»

Le proteste del consigliere di Rc: «tentativo furbesco»

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Pescara. Riqualificazione Corso Vittorio, Acerbo: «modificano Prg con delibera di giunta»

Masci, Lepore, Mascia




PESCARA. «Un tentativo furbesco e raffazzonato di governare la città al di fuori degli strumenti di pianificazione e programmazione previsti dalle norme ancora vigenti nella Repubblica Italiana»
E’ così che il consigliere di Rc, Maurizio Acerbo definisce la delibera numero 74 del 3 ottobre scorso che riguarda la riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele e le aree circostanti.
Ora quando si è «ormai prossimi alla cantierizzazione» sul corso è stata approvata una delibera (Acerbo la definisce «improbabile») con cui si avvia la realizzazione di una strada parallela sull'area di risulta.
La realizzazione del nuovo asse automobilistico viene presentata nella relazione allegata con queste parole: «In relazione alla riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele II e aree circostanti, i cui lavori sono stati regolarmente appaltati e aggiudicati e ormai prossimi alla cantierizzazione, si ritiene necessaria l'attuazione di una fase di sperimentazione della deviazione e messa in sicurezza del traffico da Corso Vittorio Emanuele Il (primo tratto) al nodo stradale via Teramo - via Da Gasperi/area di risulta conseguente all'esecuzione dei lavori sull'area di sedime del tratto stradale di Corso Vittorio Emanuele Il interessato dalle opere di prossimo inizio.
Allo scopo, il Settore Mobilità ha predisposto un progetto definitivo/esecutivo di complessivi 95.000 euro per l'esecuzione di categorie di lavori ritenuti minimi e indispensabili affinché detta sperimentazione possa rapidamente concretarsi».
Ma è lecito prendere una decisione così importante per l’assetto viario della città in completa solitudine? Ovvero la giunta può decidere tutto questo senza alcun passaggio in Consiglio comunale? Secondo Acerbo è proprio questo il punto: non si può fare ma sarebbe stato utilizzato un escamotage.
«La realizzazione di un nuovo asse stradale di attraversamento della città viene maldestramente occultata come "deviazione sperimentale"», contesta Acerbo. «Argomentazione ridicola che serve ad aggirare la normativa urbanistica che prevede che un intervento del genere costituisca una variante al Prg. Non so se il Tar Pescara riterrà legittimati i consiglieri comunali le cui prerogative sono state espropriate da questa procedura sgangherata ma è certo che se operatori economici, residenti, proprietari di immobili della zona, associazioni di categoria decidessero di fare ricorso la delibera approvata verrebbe molto probabilmente annullata».
Qualcuno accoglierà l’appello del consigliere di Rc?

…E I DUBBI DEL PD
Intanto scetticismo sulle opere viene espresso anche dal partito Democratico Democratico. Secondo i consiglieri Florio Corneli e Giuliano Diodati la discussione politica in questi ultimi giorni si starebbe accentrando troppo sulla possibile pedonalizzazione di Corso Vittorio Emanuele e « troppo poco su
quelle che sono le ricadute sull’area di risulta e sulla visione che della stessa si ha rispetto allo sviluppo economico e sociale di Pescara. È evidente a tutti che l’economia cittadina è in ginocchio e lo è soprattutto quello che è stato il "core business" della città, cioè il commercio».
I due consiglieri chiedono di «individuare soluzioni capaci di attrarre il consumatore e di riportare i pescaresi a vivere la città. In questa visione l’area di risulta può e deve costituire un asset fondamentale. Bisogna però fare una scelta di fondo tra l'idea di un’area al servizio del territorio, dove chi arriva lascia la macchina e poi gira per la città, e quella di un’area di vita che richiama utenti e visitatori, vale a dire una sorta di Villa Borghese con un potere attrattivo autonomo rispetto alla stessa città. L’amministrazione di centro destra - evidenziano i due consiglieri del Pd - sembra aver optato per la prima soluzione, noi invece siamo per una visione diversa in cui l’area stessa costituisca fonte di attrazione per i cittadini e i turisti. L'area deve quindi configurarsi come un primo qualificato luogo di vita sociale con spazi per la cultura (teatro, mediateca, ecc.) e attività di consumo (bar, ristorazione, spazi per prodotti locali). A tal fine i parcheggi devono essere interrati per lasciare la superficie dell'area a disposizione di quel tessuto di attività culturali e sociali costituito da idee, oggetti, suoni e persone. Il centro destra invece vuole i parcheggi in superficie e l’area attraversata da strade cittadine. Insomma, due modi diversi di intendere Pescara e i suoi assets strategici. Noi - concludono Corneli e Diodati - puntiamo sull'idea di città dinamica e in movimento sostenuta da una politica di sviluppo e promozione del territorio»