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Abruzzo. Sanità, firmato il Programma operativo 2013-2015

Chiodi: «risanati i conti, puntiamo alla qualità delle prestazioni»

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Abruzzo. Sanità, firmato il Programma operativo 2013-2015

Chiodi

ABRUZZO. Il Programma operativo 2013-2015 per la sanità abruzzese è stato finalmente approvato con un decreto del commissario Gianni Chiodi.
E’ la risposta alle polemiche sul ritardo di un anno nella pubblicazione di questa “road map” della sanità prossima futura, ma soprattutto è un bilancio completo dell’attuazione del Piano di rientro dai debiti con dentro la previsione di quello che avverrà nella sanità fino al 2015.
In più c’è solo una punta di orgoglio giustificato di Chiodi per aver raggiunto – non senza fatica, in presenza di alcuni manager indisciplinati – l’obiettivo di far riemergere la sanità dal gorgo dei debiti lasciati dalla Giunta Pace e dal breve periodo di Del Turco, al cui assessore Bernardo Mazzocca si deve la firma sul Piano di rientro. Di fatto questo Programma operativo (così si chiama il Piano sanitario in regime di commissariamento) è anche un’ampia visione programmatica del “Chiodi-pensiero” in chiave politica e - perché no - anche elettorale. Così si legge infatti, proprio in apertura delle 172 pagine del documento: «La Regione intende, per il prossimo triennio, migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria regionale, senza però compromettere il percorso intrapreso per il mantenimento dell’equilibrio economico e finanziario raggiunto…. Obiettivo prioritario sarà la rimodulazione della rete di offerta sanitaria sulla base della stima delle prestazioni necessarie per ridurre i tempi di attesa, secondo il fabbisogno certificato».
 E così in poche righe la politica sanitaria  esce dai tagli lineari e passa alla rimodulazione dell’offerta in base ai fabbisogni reali dei cittadini. Il che di colpo giustifica tutte le proteste che ci sono state a seguito dei vari Piani operativi e vanifica i programmi dell’opposizione che intendeva cavalcare il malcontento del territorio. Chiodi però corre un pericolo: sul suo carro di vincitore saliranno in molti del centrodestra, anche se in effetti – salvo il contributo strategico di Lanfranco Venturoni - nessuno di questi esponenti gli ha dato un aiuto in termini di elaborazione o anche solo di dichiarazioni quando il commissario si è trovato da solo nella bufera.

Prima di trattare settore per settore le previsioni 2013-2015 e di analizzare la marea di dati, di specchietti demografici ed economici, oltre che di grafici e di curve di sviluppo, il Piano sanitario si sofferma sull’avvenuta razionalizzazione della rete ospedaliera e degli Hospice per le cure palliative, delle strutture residenziali e semiresidenziali per non autosufficienti, disabilità e riabilitazione (ma anche la salute mentale e le dipendenze patologiche).
Passa poi alla specialistica ambulatoriale, al piano dell’emergenza urgenza e all’accreditamento ormai prossimo per tutte le strutture.

QUALCHE CIFRA
I dati più importanti sono le cifre a disposizione da parte del fondo sanitario che nel tendenziale sono praticamente stabili (anche se ci sono notizie governative di tagli): 2.325 mln per il 2013 fino a 2.388 mln nel 2014 e 2.389 nel 2015. Mentre sulla base delle manovre previste si prevede un + 4 mln per quest’anno, +13 per il prossimo e +1 per il 2015. Per la rete ospedaliera non si prevedono riduzioni ma al massimo aggregazioni di posti letto sia nel pubblico che nel privato (?). Insomma, «esaurita la fase della riduzione della spesa, ogni risparmio sarà reinvestito per aumentare la qualità delle prestazioni e per la rete territoriale».
E le parole d’ordine in sanità saranno: «sviluppo, contenimento e coordinamento». Buone notizie per le addizionali Irpef e per l’Irap, che dovrebbero diminuire, mentre il dato tendenziale dei prossimi anni si basa sulla «costanza» del fondo sanitario nazionale (ma questa è una previsione un pò azzardata) e sulla stabilità della mobilità passiva. Così come dovrebbe essere stabile la spesa per il personale e per l’assistenza farmaceutica territoriale, anche se in altra parte del Piano si legge che ci saranno assunzioni dove le Asl denunceranno un fabbisogno, mentre per la spesa farmaceutica si prevede un aumento di quella ospedaliera e una leggera diminuzione di quella territoriale.
 Però in conclusione il risultato economico positivo della sanità abruzzese sarà crescente. Il piano si sofferma infine sugli interventi operativi  e su quelli di governo del sistema, con la previsione di un taglio del 10% della spesa per “beni e servizi”, aumentata in modo imprevisto in questi anni, nonostante le raccomandazioni del governo nazionale. Un capitolo a parte, breve ma “pesante”, è dedicato al rapporto con gli erogatori privati della sanità, la cui «produzione di prestazioni sarà orientata verso il fabbisogno della popolazione, nel rispetto dei criteri di efficienza e di appropriatezza».
 Pare cioè di capire che in questo settore ci saranno novità a breve.

Sebastiano Calella