LA PROTESTA

Biomasse Bazzano: «bloccare i lavori, autorizzazione illegittima»

«Mancano documenti», denunciano le associazioni

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Biomasse Bazzano: «bloccare i lavori, autorizzazione illegittima»

Biomasse Bazzano: «bloccare i lavori, autorizzazione illegittima»
«Mancano documenti», denunciano le associazioni
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L’AQUILA. Ci sono «vizi procedurali sostanziali» che hanno reso illegittima l’autorizzazione unica rilasciata dall’ARAEN.
Ne sono certi il Circolo Valorizzazione Terre Pubbliche e il Coordinamento Nocentralibiomasse che adesso chiedono chiarimenti e lo stop ai lavori. 
Le due associazioni invitano tutti gli Enti (Regione, Provincia e Comune) che hanno concorso all’Autorizzazione unica a sospendere o revocare o annullare in autotutela  i pareri e a convocare una conferenza Programmatica «nella quale ridiscutere tutti i temi e le interrelazioni venute fuori dal dibattito per assumere decisioni più puntuali e lungimiranti in linea con le norme europee».
Inoltre si chiede  all’Autorita’ di Bacino, al dirigente del Genio Civile regionale, al dirigente del servizio Protezione Civile «un pronto intervento per il blocco dei lavori e i necessari preventivi approfondimenti idraulici».
Appello anche alla Procura di L’Aquila e Pescara «per verificare la legittimità dell’Autorizzazione unica e nel caso di omissioni delle sopraelencate Autorità».
Tra i punti determinanti per la presunta illegittimità: «non sono stati acquisiti il parere dell’Autorità di Bacino e/o del Genio Civile regionale per le interferenze con il Piano Stralcio alluvioni; il parere del Comitato Speciale per i Bbaa sulla necessaria Verifica di Compatibilità di cui all’art. 8 delle NTC del PRP vigente;    la Valutazione di Incidenza per le interferenze, per l’approvvigionamento della biomassa, con le limitrofe aree protette; i pareri degli Enti Parco, delle Amministrazioni Separate, dell’Agricoltura».
«Il progetto prevede, addirittura», si contesta ancora, «un deposito biomasse in un locale interrato a meno 5 metri dal piano campagna in contrasto con lo stesso Piano Stralcio alluvioni (artt. 21 e 22)». Inoltre si denuncia  l’avvio di scavi e lavori  «esponendo a seri rischi sia l'intervento che eventuali lavoratori».
L’AQUILA. Ci sono «vizi procedurali sostanziali» che hanno reso illegittima l’autorizzazione unica rilasciata dall’ARAEN.Ne sono certi il Circolo Valorizzazione Terre Pubbliche e il Coordinamento Nocentralibiomasse che adesso chiedono chiarimenti e lo stop ai lavori. 

Le due associazioni invitano tutti gli Enti (Regione, Provincia e Comune) che hanno concorso all’Autorizzazione unica a sospendere o revocare o annullare in autotutela  i pareri e a convocare una conferenza Programmatica «nella quale ridiscutere tutti i temi e le interrelazioni venute fuori dal dibattito per assumere decisioni più puntuali e lungimiranti in linea con le norme europee».Inoltre si chiede  all’Autorita’ di Bacino, al dirigente del Genio Civile regionale, al dirigente del servizio Protezione Civile «un pronto intervento per il blocco dei lavori e i necessari preventivi approfondimenti idraulici».

Appello anche alla Procura di L’Aquila e Pescara «per verificare la legittimità dell’Autorizzazione unica e nel caso di omissioni delle sopraelencate Autorità».Tra i punti determinanti per la presunta illegittimità: «non sono stati acquisiti il parere dell’Autorità di Bacino e/o del Genio Civile regionale per le interferenze con il Piano Stralcio alluvioni; il parere del Comitato Speciale per i Bbaa sulla necessaria Verifica di Compatibilità di cui all’art. 8 delle NTC del PRP vigente;    la Valutazione di Incidenza per le interferenze, per l’approvvigionamento della biomassa, con le limitrofe aree protette; i pareri degli Enti Parco, delle Amministrazioni Separate, dell’Agricoltura».

«Il progetto prevede, addirittura», si contesta ancora, «un deposito biomasse in un locale interrato a meno 5 metri dal piano campagna in contrasto con lo stesso Piano Stralcio alluvioni (artt. 21 e 22)». Inoltre si denuncia  l’avvio di scavi e lavori  «esponendo a seri rischi sia l'intervento che eventuali lavoratori».