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Abruzzo. Gemellaggio città martiri: a Ortona una sezione del museo di Stalingrado

Arcigay protesta: «la città abruzzese non è gay friendly»

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Abruzzo. Gemellaggio città martiri: a Ortona una sezione del museo di Stalingrado

Inaugurazione della mostra

ORTONA. Il museo nazionale di Stalingrado aprirà una propria sezione proprio ad Ortona.
La notizia è stata data sabato scorso in occasione del gemellaggio tra le due città martiri della Seconda Guerra Mondiale dai responsabili del convegno preparatorio dell'evento che si è tenuto sabato al teatro Tosti.
Il gemellaggio ufficiale tra le due città rase al suolo nella battaglia casa per casa nel 1943 diventerà ufficiale a dicembre, ma nel convegno Nikolaj Bolotov, preside dell'Università di Volvograd, come si chiama oggi Stalingrado, ha spiegato che l'unione tra le due città «ci insegna a lavorare per la pace. Questa tragedia comune ci unisce per insegnare ai giovani come coltivare il bene supremo della concordia tra i popoli».
Sia Ortona che Stalingrado furono rase al suolo, e i due comuni hanno firmato una convenzione per iniziative collegiali per far diventare Ortona e Stalingrado luoghi della memoria ufficiali non solo della Seconda Guerra Mondiale ma di tutte le guerre del secolo «per celebrare a futura memoria il reciproco sacrificio e insegnare ai giovani il disvalore della guerra», ha chiuso il curatore della mostra su Stalingrado e del convegno, al quale hanno partecipato docenti di storia russi e italiani, quali il preside della Facoltà di Lettere della "D'Annunzio" di Chieti, Stefano Trinchese e la storica Maria Teresa Giusti, tra le più importanti storiche italiane di vicende legate alla guerra di Russia.

IL GEMELLAGGIO CONTESTATO
Non mancano polemiche per questo gemellaggio. La presidente Arcigay Chieti, Sylvia Rivera spiega: «dopo il sostanziale silenzio delle istituzioni italiane – ad eccezione del Comune di Milano che ha meritoriamente sospeso il gemellaggio con San Pietroburgo – a seguito della legge anti-gay approvata e mortalmente applicata in Russia, il Comune di Ortona ci lascia sgomenti per l’incapacità di valutare il da farsi: e così l’intero consiglio comunale, all’unanimità, consegna al sindaco della città il mandato di portare a compimento il gemellaggio con la città russa di Volgograd e lo fa con una motivazione che esprime tutta l’ignoranza del caso: ‘la storia non ha da ripetersi’. Siamo d’accordo anche noi che gli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale debbano essere ricordati», spiega Rovera, «e proprio per questo è da ricordare che vittime del delirio nazifascista (e non solo) furono più di 100.000 omosessuali di varia nazionalità, fatto in Italia colpevolmente dimenticato quando si ‘ricorda’ la Shoah e la Seconda Guerra Mondiale. Se questo è vero, questo gemellaggio ha un significato chiaro: non solo il complice silenzio rispetto a quanto accade in Russia alle persone lgbt, ma anche un chiaro avallo delle persecuzioni antigay. Dopo i manifesti omofobi di Forza Nuova dell’anno scorso – a cui seguì il silenzio di tutta la politica abruzzese – ancora una volta dobbiamo riconoscere che Ortona non è una città per gay».