LO SCIOPERO

Abruzzo. Inps: impiegati sede L'Aquila "occupano" stanza direttore

«Ci riappropriamo simbolicamente della previdenza sociale»

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Abruzzo. Inps: impiegati sede L'Aquila "occupano" stanza direttore

L’AQUILA. I lavoratori delle sedi Inps gestione pubblica e privata dell'Aquila, riuniti in assemblea, hanno occupato ieri la stanza del direttore regionale.
«Ci siamo riappropriati simbolicamente della previdenza sociale», affermano gli stessi impiegati Inps che stanno appoggiando la protesta in atto a livello nazionale. «Da anni – spiegano i dipendenti- l'Inps e' diventato il bancomat dei governi, l'accorpamento degli enti previdenziali, i tagli alle spese di funzionamento e al personale, le continue esternalizzazioni dei servizi, determinano pesanti ripercussioni sull'utenza (cud pensionati non inviati, assistenza fiscale demandata totalmente ai patronati, domande di prestazioni Inps solo telematiche, utilizzo esclusivo dei call center). Oggi il taglio delle retribuzioni al personale e' solo l'ennesimo passaggio del chiaro disegno volto allo smantellamento della previdenza pubblica. La nostra protesta - concludono gli impiegati Inps - e' anche la protesta dei cittadini per difendere insieme lo stato sociale».
L’agitazione nasce dal fatto che la Ragioneria generale dello Stato ha bocciato il piano di riduzione della spesa presentato dall'Inps e adesso si pensa di ridurre le retribuzioni dei lavoratori, con decurtazione di 300 euro mensili per ogni dipendente.

Intanto il deputato di Sel, Gianni Melilla, ha presentato una interrogazione sullo stipendio del presidente Nazionale dell' Inps: «percepisce una indennità per la sua carica di 216.711 euro l'anno a cui si aggiungono gli emolumenti di vicepresidente di Equitalia e quelli derivanti da altri 22 incarichi per un totale complessivo stimato di oltre 1 milione di euro l'anno».
«La cifra», commenta Melilla, «è assolutamente inconcepibile se fosse confermata e crea nell'opinione pubblica sentimenti di sdegno se rapportati alla situazione finanziaria dell'Italia e al suo debito pubblico».
Il deputato abruzzese chiede al Ministero competente «se la notizia corrisponde al vero e quale sia effettivamente l'importo delle indennità percepite dal Presidente dell'INPS per i suoi incarichi pubblici;
se non ritenga di adottare provvedimenti urgenti per riportare a livelli accettabili i compensi del Presidente dell'INPS e dei manager dello Stato in linea con la linea di rigore finanziario adottata nel campo previdenziale pubblico, nelle politiche retributive e nei tagli al sistema della sicurezza sociale con i gravi riflessi che hanno determinato sulle condizioni di vita dei cittadini italiani, a partire da quelli appartenenti alle fasce meno abbienti del Paese».