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Abruzzo. Cup regionale, vince la Nike di Teramo con la Gesan di Caserta

All’appalto da 57 mln hanno partecipato 5 società

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Abruzzo. Cup regionale, vince la Nike di Teramo con la Gesan di Caserta




ABRUZZO. Si comincia a diradare la nebbia che ha sempre reso poco leggibile l’appalto del Cup regionale, il cui aggiudicatario finale è il raggruppamento temporaneo di imprese Nike srl di Teramo (mandataria) e Gesan srl di Caserta (mandante) che ha offerto 57 mln di euro (iva compresa).
Sono  più chiari e precisi gli importi finali dell’aggiudicazione, emergono senza possibilità di equivoci o di assonanze i nomi dei partecipanti alla gara per «l’affidamento dei servizi riconducibili alle attività Cup (centro unico di prenotazione)»,  ci sono i costi che ciascuna Asl si dovrà accollare per la durata del contratto che è di 5 anni, ma che è stato diviso in due periodi: il primo di 3 anni, il secondo di 2 «in caso di esercizio della facoltà di rinnovo contrattuale da parte di ciascuna Asl».
 I raggruppamenti di imprese che hanno partecipato all’appalto sono, oltre Nike-Gesan: 1) Consorzio lavorabile, D’Arco servizi soc.coop. e Postecom spa; 2) Gpi e cons. coop. Sociali Sgs servizi globali sociosanitari. Cons. Target Sinergie soc. cons. a r. l. – Exprivia; 3) Sds e Servizi integrati – Auxilium; 4) Consorzio nazionale servizi soc. cop.- Televita.
Definiti anche gli importi che pagheranno le singole Asl. Sommando i dati delle tre annualità iniziali con le restanti due annualità di un eventuale rinnovo del contratto, i costi sono questi: a) 10 mln per Chieti, b) 10mln per Pescara, c) 5 per L’Aquila e d) 22 per Teramo, per un totale di 47 mln più iva, cioè circa 57 mln di cui sopra. Molto interessante anche la definizione dei costi unitari del servizio front office, dei computer e delle stampanti, dei sistemi elimina code e dei lettori ottici, peraltro già esistenti nelle singole Asl (ed anche di recente acquisizione) e che dovranno essere sostituiti. Costi che sono stati cristallizzati in vista delle richiesta di subappalto, «già presentata dall’aggiudicataria in sede di offerta».

PERPLESSITA’ SULL’APPALTO
Però ci sono tanti altri aspetti ancora difficili da decifrare ed emergono anche alcune perplessità su quei punti che sembrano chiari, ma che non lo sono.
Uno su tutti: se il Cup regionale comincia a funzionare e tutto fila più o meno liscio per tre anni, è possibile che all’atto del rinnovo per gli altri due anni residui una o più Asl non «esercitino la facoltà di rinnovo»?
 Si tornerebbe allora ad un Cup attivo non per 4 Asl, ma solo per due o tre pur chiamandosi ancora centro unificato regionale? E’ una delle tante perplessità-stranezze che investono questo progetto di centralizzazione dei vari Cup aziendali, che già in molti casi non sono stati e non sono nemmeno oggi proprio un modello di efficienza, come indicano le ricorrenti proteste degli cittadini sulle liste di attesa e sulle difficoltà di accedere alle prestazioni.
Eppure alcuni responsabili di questi Cup sono stati nominati nella commissione aggiudicatrice, come se la sommatoria delle inefficienze potesse produrre un Cup regionale di eccellenza. Senza dire che capofila dell’appalto è stata nominata la Asl di Chieti che in passato (e forse ancora oggi) si è distinta proprio per il suo Cup risultato come uno dei meno  efficienti.
L’altro aspetto ancora poco chiaro è l’incertezza sulle cause che sembrano aver bloccato l’aggiudicazione avvenuta l’8 agosto scorso e su cui non esiste un comunicato ufficiale: la versione più diffusa (e verificata attraverso diverse fonti interne della Regione e della Asl di Chieti) è l’esistenza di un ricorso al Tar da parte della seconda classificata (che non è la Manutencoop, indicata solo per assonanza in quanto tra le partecipanti ci sono alcune “coop”). L’altra versione è che sarebbero stati chiesti chiarimenti all’aggiudicataria su alcuni requisiti e sulle autocertificazioni presentate.

Sebastiano Calella