CRISI E IMPRESE

Italcementi, società conferma chiusura stabilimenti: venerdì sciopero

Sindacati contro violazione accordi, previsti 200 esuberi

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SCAFA. Sciopero di 8 ore venerdì prossimo in tutti gli stabilimenti del gruppo Italcementi per chiedere il rispetto delle intese sul piano di riorganizzazione.
I sindacati lamentano la decisione dell'azienda di chiudere tre impianti in anticipo rispetto al termine di fine 2014 fissato negli accordi siglati al ministero dello Sviluppo economico. La chiusura, anticipata a gennaio 2014, riguarda gli stabilimenti di Scafa, Monselice (Padova) e Broni (Pavia) e produrrà 200 esuberi.
Da settimane a Pescara anche la politica è intervenuta in questa vertenza ma le possibilità di una soluzione si allontanano sempre più.
Lo sciopero, si legge in una nota dei sindacati, «è stato proclamato a seguito della confermata volontà del gruppo di voler sospendere per poi cessare qualsiasi attività» nei tre stabilimenti »a partire da gennaio 2014 (con 200 esuberi cogenti) e di voler rivedere comunque gli obiettivi del piano 2015 in funzione dell'andamento del mercato nel periodo di vigenza dell'accordo».
L'aggiornamento del piano, con l'anticipo delle chiusure degli impianti, è stato deciso da Italcementi a causa del peggioramento della situazione di mercato registrata nel primo semestre dell'anno. Nell'incontro dello scorso 23 settembre, l'azienda ha così proposto una ridistribuzione della cassa integrazione, giudicata dal gruppo cementiero rispettosa degli accordi con il sindacato, in modo da consentire la totale sospensione delle attività di Monselice e Scafa e rinviando ogni decisione strutturale sulla base del futuro andamento del mercato.
Il piano, firmato lo scorso 27 dicembre al Mise, prevedeva 1.080 esuberi temporanei attraverso il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione con l'impegno a decidere sul destino degli impianti all'inizio del 2015. I sindacati chiedono anche relazioni sindacali «basate sul confronto» nella gestione di «trasferimenti e trasferte di Lavoratori, formazione, rotazione equa dei lavoratori collocati in Cassa integrazione, pagamento ratei premio feriale e pagamento indennità di preavviso».
In mano ai sindacati c'è un pacchetto di altre otto ore di sciopero da eseguire entro la fine di ottobre. E' stato inoltre proclamato lo stato di agitazione con blocco degli straordinari e delle attività affidate a imprese esterne. In occasione dello sciopero di venerdì si terrà a Bergamo un corteo che si concluderà davanti alla sede del gruppo dove parleranno, a conclusione della manifestazione, i tre segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil del comparto lavoratori edili