ECONOMIA

I prodotti 'made in Abruzzo' piacciono alla Cina

Nuovi sbocchi per l'export abruzzese che sta puntando sulle manifatture locali

Redazione Pdn

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I prodotti 'made in Abruzzo' piacciono alla Cina






ABRUZZO. I prodotti della manifattura locale 100% Made in Abruzzo sono appetibili per il mercato cinese.
È questo il dato che è emerso nel corso del Forum Cina organizzato a Chieti presso la sede della Camera di Commercio da UniCredit e dall’Agenzia di Sviluppo della Camera di commercio di Chieti.
Nel corso dell' incontro operativo in cui gli imprenditori del territorio hanno avuto la possibilità di confrontarsi sulle caratteristiche e le potenzialità di un mercato che cresce a ritmi straordinari sono stati analizzati gli strumenti finanziari per penetrare il mercato cinese.
Nel 2011 l’Italia ha esportato in Cina semilavorati per 4,7 miliardi di USD (+19,2%), rappresentando il diciottesimo fornitore con una quota dell’1,3%. Il settore ha costituito il 26,6% del totale delle vendite italiane in Cina.
Nei primi nove mesi del 2012 l’Italia ha venduto in Cina per 3,5 miliardi di USD (+1,5%), mantenendo stabile la quota all’1,3% e aumentando leggermente l’incidenza sulle vendite totali italiane in Cina al 28,7%.

«Conosciamo l'importanza delle nostre esportazioni per la crescita del nostro paese in un periodo di scarsa domanda interna - dichiara Letizia Scastiglia, Presidente Agenzia di Sviluppo - Se l'obiettivo del nostro export si chiama Cina, allora la considerazione è ancora più valida. L'aumento del PIL pro capite cinese - prosegue la Scastiglia - si concretizza spesso in una forte domanda di prodotti che provengano per il 100% dalle filiere italiane. Per questo abbiamo creduto nell'utilità di questo forum che informa le aziende abruzzesi e mette a disposizione delle stesse gli strumenti idonei al fare business in Cina».

NUOVA FASE
«La Cina sta entrando in una nuova fase del consumo interno - commenta Silvio Di Lorenzo, presidente CCIAA Chieti - Dopo essere riuscita a mantenere un alto tasso di crescita economica, nonostante la crisi finanziaria globale del 2009, la domanda dei consumatori cinesi potrebbe essere soddisfatta dalle piccole e medie imprese abruzzesi, in particolare quelle dell'agroalimentare. Per questo motivo - conclude Di Lorenzo - abbiamo condiviso l'iter di questo forum che vede come obbiettivo del business abruzzese la Cina, un paese che è entrato nel terzo millennio con il tasso di crescita più elevato del mondo».

«Quello di oggi – ha spiegato Mario Fiumara, responsabile Public Sector e Territorial Development Centro Italia di UniCredit - è un appuntamento importante per le imprese del nostro territorio che vogliono affacciarsi ai mercati cinesi. La Cina, infatti, oggi non è più solo un competitor aggressivo con cui confrontarsi sullo scenario mondiale, ma rappresenta un’opportunità, un mercato ad alto potenziale di sviluppo che conta oltre 1 miliardo di consumatori e registra importanti tassi di crescita. Le imprese della regione operanti nei settori dell’alimentare, del lusso o della moda sono delle eccellenze del Made in Italy che possono imporre propri marchi e prodotti sui mercati orientali».

Durante la giornata si è parlato di come investire in Cina: lo scenario di business e il supporto di UniCredit (intervento di Maurizio Brentegani - General Manager UniCredit Shanghai), della Commissione Europea per l'internazionalizzazione delle imprese in Cina (intervento di Giovanni Marcantonio - Desk Enterprise Europe Network Agenzia di Sviluppo) e degli aspetti legali e fiscali degli investimenti in Cina (intervento di Giovanni Pisacane - Managing Partner GWA Advisory).

LE POTENZIALITA’ DEL MERCATO CINESE
La Cina rappresenta oggi un mercato imprescindibile per le imprese che intendono aumentare il proprio giro d’affari attraverso strategie di internazionalizzazione. Il paese asiatico, infatti, dopo anni caratterizzati da politiche di supporto all’export delle proprie aziende, è ora orientato a un riequilibrio della propria bilancia commerciale e nonostante qualche segnale di rallentamento, a causa della stagnazione dei consumi nei Paesi occidentali, mostra tassi di crescita ancora elevati superiori al 7% nel 2013.
Se a ciò si uniscono le tendenze riscontrate tra la popolazione cinese ad un aumento generalizzato dei redditi e della spesa pro capite e all’occidentalizzazione delle abitudini di consumo, risultano chiare le enormi potenzialità offerte dal mercato cinese.