LA SENTENZA

Abruzzo. Processo Fira: 4 anni all'ex assessore Domenici

5 anni per Marco Picciotti

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Vito Domenici

Vito Domenici

PESCARA. L'ex assessore regionale Vito Domenici è stato condannato dal Tribunale di Pescara a 4 anni di reclusione nell'ambito del processo Fira e una multa di 9 mila euro.
Paolo De Michele, Silvio Cirone, Giovanni Cirulli e Ivan Marinelli sono stati condannati a 5 anni di reclusione. L'ex direttrice della Fira Carolina D’Antuono, Pietro D’Arcangelo e Marco Picciotti, braccio destro di Masciarelli, sono stati condannati alla pena di 4 anni di reclusione.
Pietro Anello è stato condannato a 4 anni e 10 mila euro di multa. Sono state condannate anche tutte le altre società coinvolte nella maxi inchiesta e sono state interdette a contrattare con la pubblica amministrazione.

L'inchiesta Fira nell'ottobre del 2006 porto' all'arresto dell'ex presidente della finanziaria regionale Giancarlo Masciarelli e di altre dieci persone, accusate a vario titolo di una truffa alla Regione e all'Unione europea da 16 milioni di euro. Il Tribunale collegiale si era ritirato in Camera di Consiglio intorno alle 10 e la sentenza è stata letta pochi minuti dopo le 13.
I pm avevano chiesto 4 anni per l'ex assessore Domenici; 5 anni per l; 5 anni e 4 mesi per l'imprenditore di AltinoMarco Picciotti. L'accusa ha pero' chiesto per Domenici l'assoluzione dal reato di associazione per delinquere per non aver commesso il fatto. Relativamente alle 36 societa' imputate i pm hanno chiesto la sanzione pecuniaria finale che va da un minimo di 50 mila euro ad un massimo di 700 mila euro. L'ex presidente della Fira Masciarelli, per questa vicenda e quella riguardante presunte tangenti nella sanita' abruzzese, ha patteggiato davanti al gup di Pescara una pena di tre anni e quattro mesi.

De Michele, Cirone, Cirulli e Marinelli sono stati anche interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e interdetti legali per la durata della pena mentre D’Antuono D’Arcangelo, Picciotti, Domenici e Anello interdetti dai pubblici uffici per la durata di 5 anni.
Scattata anche la incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione  per la durata di 3 anni.

Le ditte condannate sono:
Mercatone Emme srl, Punto Service 2000 Picc. scarl, Punto Moda srl, La Casa Picciotti srl, Marco Picciotti srl, Sangroindustria 2000, Service Office srl, Starco spa, Ma.Ri. Company srl, Mhac Trade srl, Mapico srl, Consil srl, Sopra srl, Winn v. & Communication srl , Pubbli 10 srl, Tecnos scarl, Ideazione srl, Pelis srl, Seal srl, Selma srl, Pda Commerciale srl, Pda Communication srl, Gesteco scarl, Marin Sport srl, Pda service srl, Rta srl, Selma srl (già Gemma Holding srl), Rent Service Company srl, Ideazione srl, Viga pubblicità e marketing srl, Gestioni Manageriali srl, Sistemi Organizzativi srl, Verde srl, Sht srl, Dth service srl, R.g.m srl, Sanitaria Assistenza snc, Net Consult srl.
 
A tutte le società è stata vietata la contrattazione con la pubblica amministrazione con alcune eccezioni ma con la revoca dei contributi già concessi.
Su alcuni capi di imputazioni sono stati assolti tra gli altri Giovanna Angelucci, Vittorio Forte, Ivano Villani.
Più di 50 capi di imputazione invece sono stati dichiarati prescritti.
Il collegio giudicante ha poi disposto la confisca di beni e soldi oltre il risarcimento del danno e le spese di giudizio.

DOMENICI:«SONO INNOCENTE». MASCIARELLI NON PARLA
Alla lettura della sentenza da parte del presidente del Tribunale collegiale, Massimo De Cesare, era presente Masciarelli, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
«Sono innocente nella maniera piu' assoluta - ha commentato ai cronisti l'ex assessore Domenici - ne sono piu' che certo rispetto sia alle accuse formulate sia all'andamento processuale. Quattro anni sono troppi, ma lo erano anche quattro secondi. E' una sentenza non condivisibile come non lo erano le premesse su cui si e' basato il processo. Un processo - ha aggiunto - pieno di contraddizioni e alla fine la sentenza e' una contraddizione che segue perfettamente la linea del processo. Faro' ricorso in appello»

UNA INCHIESTA DA 50 FALDONI E 100 INDAGATI
Era il 27 ottobre 2006 quando l'Abruzzo piombò in uno degli scandali più grandi che la regione ricordi. Non erano ancora avvenuti gli arresti per la maxi inchiesta sulla Sanità che ha coinvolto la giunta regionale guidata da Ottaviano Del Turco, o gli arresti eccellenti dell’ex sindaco di Montesilvano e Pescara.
Le manette scattarono per 11 persone, mentre altre 45 vennero iscritte nel registro degli indagati, 34 denunciate a piede libero.
Al vertice dell'associazione criminale c’era Giancarlo Masciarelli, presidente pro tempore della Fira dal 2002 e fino a qualche mese prima dell'arresto.
L'accusa mossa dall’allora Pm, Filippo Guerra, era quella di aver gestito oltre 20 milioni di euro di fondi pubblici con estrema libertà, trasformando la società finanziaria della Regione in un'azienda privata e, grazie alle coperture di persone importanti e influenti, riuscivano a gestire a loro piacimento somme enormi di fondi pubblici che giravano a parenti e amici.
Non si era badato nemmeno alla formalità degli atti: la maggior parte delle pratiche non avevano nemmeno i documenti obbligatori per poter concorrere all’assegnazione.  
Durante le indagini prese il via  anche l'inchiesta sulla cartolarizzazione dei debiti della sanità che il 14 luglio 2008 portò all’arresto di Del Turco oltrechè dello stesso Masciarelli.

*** TUTTO SUL PROCESSO FIRA

*** GLI ARRESTI DEL 2006


ABRUZZO. SENTENZA FIRA 4 OTTOBRE 2013