POLITICA

Abruzzo. Appelli alla coesione dal Pdl abruzzese

Di Stefano: «dopo il dramma di Fini pensiamo all’unità»

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Abruzzo. Appelli alla coesione dal Pdl abruzzese

ABRUZZO. Il ministro del Pdl, Gateano Quagliariello, ha pochi dubbi.
«Berlusconi è il riferimento di tutti, ma ci sono due classi dirigenti incompatibili. Un'oligarchia estrema ha preso il controllo del movimento e questa cosa dovrà avere una sua rappresentazione». Il Popolo delle Libertà in queste ore attende di sciogliere nodi importanti. Ieri la riunione prevista con il Cavaliere, a 24 ore dalla fiducia al governo Letta, è sfumata.
Angelino Alfano è occupato a fronteggiare l’emergenza di Lampedusa e proprio oggi si attende il responso della giunta per le elezioni sulla decadenza dell’ex premier (segui la diretta).
Intanto dall’Abruzzo partono più appelli alla coesione dopo che la senatrice Federica Chiavaroli è entrata nella squadra dei ‘dissidenti’ riuscendo alla fine a trascinarsi dietro tutto il partito che ha votato compatto a favore del governo delle larghe intese.
«Chi come noi proviene da Alleanza nazionale e dal dramma dell'uscita di Fini dal Pdl è assolutamente sensibile al tema dell'unità», commentano i deputati Fabrizio Di Stefano e Pietro Laffranco. «Le divisioni possono esserci sulla linea politica, anzi sono il sale della politica vera, però le sintesi sono doverose e, ove necessario, si possono trovare mediante una più intensa partecipazione alle scelte ed un democratico confronto nelle sedi deputate dallo Statuto. Ecco perché - concludono Di Stefano e Laffranco - l'auspicio nostro e di tanti amici che provengono dalla destra politica è che si recuperino rapidamente le ragioni dell'unità, anche alla luce della condivisibile ed auspicata decisione di votare la fiducia al Governo».

Il deputato teramano Paolo Tancredi ribadisce di non essere mai uscito dal Pdl: «resto al fianco di Alfano, il segretario nazionale del Partito. La presunta “lista dei dissidenti” di cui parlano i giornali è una semplice mozione di fiducia al Governo votata peraltro da tutto il gruppo del PdL e le posizioni scissioniste di Giovanardi e Formigoni circa la creazione di un nuovo gruppo parlamentare sono state isolate».
«Nessun passo indietro, invece», continua Tancredi, «nel ritenere che vi sia stata e sia tuttora in atto una persecuzione giudiziaria nei confronti del nostro Presidente Berlusconi, che ci ha portato nei mesi scorsi a sostenere la campagna referendaria dei Radicali per la riforma della giustizia, per una “Giustizia giusta”».
Ed è infatti questo il punto che accomuna tutti in casa Pdl, sia quelli che vogliono tentare la strada di una nuova Forza Italia sia quelli che vorrebbero lasciare il partito così com’è.
Lo ha ribadito la stessa Chiavaroli, in aula, poco prima di dare la sua fiducia a Letta: «difenderemo con passione e intelligenza politica il presidente Berlusconi, vittima dell'uso politico della giustizia e di un'aggressione feroce e implacabile, senza esclusione di colpi, che non ha risparmiato la sua vita pubblica e privata, politica e imprenditorale. Non arretreremo di un millimetro dalle battaglie di questi anni».