OPERE E OMISSIONI

Megalò 3 bocciato su tutta la linea. Il Wwf: «Con la scusa del Prusst si è solo cementificato»

Nel documento integrale le articolate ragioni del comitato Via della Regione Abruzzo

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L'area del Megalò

L'area del Megalò

CHIETI. È stato pubblicato sul sito della Regione Abruzzo il Giudizio del Comitato di Coordinamento regionale sul progetto proposto da Pinti Carmen ora Akka srl relativo alla realizzazione di un centro polifunzionale con attività commerciali, sportive, ricreative, ecc., il cosiddetto “Megalò 3”.
Era già noto il “parere non favorevole”, che fa seguito al preavviso di rigetto del 4 giugno scorso. Con la pubblicazione del provvedimento si evidenziano anche le ragioni di tale importante decisione.
Il Comitato VIA ha esaminato punto per punto le osservazioni presentate dalla ditta in risposta alle nove questioni sulle quali erano stati chiesti chiarimenti e ha sostanzialmente ribadito e rinforzato i motivi di diniego già evidenziati nel precedente giudizio negativo.
Si tratta della ampia zona dove già sorge il Megalò attorno al quale si sarebbero dovuti realizzare altri progetti nei terreni limitrofi. Per ora c’è lo stop ma quello che emerge è che i piani Prusst che dovevano di fatto servire per “riqualificare” le zone urbane sono servite a ben altro. Da sempre sono note le vulnerabilità del progetto originario del centro commerciale sulle rive del fiume Pescara, in zona giudicata ad alto rischio di esondazione e per questo protetto da dighe alte più di 11 metri. Inoltre rimane irrisolto il problema del parco fluviale che pure doveva essere costruito e che invece rimane una promessa non mantenuta, scritta nera su bianco. Per l’approvazione del primo Megalò la Regione è passata sopra al pericolo derivante dal fiume mentre ha deciso diversamente per altri due progetti nelle aree adiacenti.

«Trovano conferma – dichiara il presidente del WWF Chieti Nicoletta Di Francesco – le perplessità espresse dalla nostra associazione, intervenuta più volte con osservazioni scritte e dichiarazioni rese durante le riunioni del Comitato. L’intervento, come l’intero PRUSST di cui faceva parte, è tutt’altro che di riqualificazione urbana, come dovrebbe essere. L’assurda colata di cemento, in parte purtroppo già attuata, in una cassa di espansione del fiume Pescara, ha creato condizioni di rischio e sarebbe assurdo aggravarle con altri interventi».
«La motivata bocciatura da parte del Comitato VIA e le motivazioni espresse, anche con note a verbale, da alcuni degli enti coinvolti nel procedimento – afferma l’avvocato Francesco Paolo Febbo, socio e legale del WWF Chieti – restituiscono ai cittadini fiducia nelle istituzioni ed è anche questo, nella particolare e delicata fase storica che sta affrontando il nostro Paese, un motivo di legittima soddisfazione».
«Non sarebbe stato logico – conclude Nicoletta Di Francesco – rinviare di nuovo la decisione, come pure era stato richiesto. I procedimenti vanno accuratamente esaminati ma quando, come in questo caso, le questioni da dibattere sono chiare, è bene definirle senza trascinarle inutilmente nel tempo. Trovo del resto significativo il fatto che il giudizio di rigetto sia stato formulato all’unanimità».

MEGALò 3 RIGETTO COMITATO VIA