PRANZO SALATO

Avezzano, proteste per la mensa scolastica: «servizio scadente e tariffe aumentate»

Franco Mancini protesta: «non si poteva fare meglio?»

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Avezzano, proteste per la mensa scolastica: «servizio scadente e tariffe aumentate»

Comune avezzano

AVEZZANO. Ancora una puntata della telenovela “mensa scolastica”.
Il Comune di Avezzano, a partire dal 1 ottobre, 2013 erogherà il servizio di refezione scolastica a favore degli alunni delle Scuole d’Infanzia e Primarie statali del Capoluogo e delle Frazioni.

C’è l’esenzione dal pagamento della tariffa se il reddito (valore Isee) non è superiore a 5.018 euro, è di 2,64 euro per ciascun pasto per chi ha un reddito oltre 5.018 euro e fino a 12.544 euro, è di 3,73 euro per ciascun pasto per chi ha un reddito oltre 12.544 euro e fino a 15.000 euro; di 2,64 euro per ciascun pasto per chi ha un reddito fino a 12.544 euro, 4,23 euro per chi è euro 15.000 euro e 1,60 euro per ciascun pasto per il terzo figlio fruitore del servizio.

Per ottenere la concessione delle agevolazioni tariffarie (esonero totale o prezzo agevolato) occorre presentare apposita domanda al Comune di Avezzano. Ma cl coordinatore cittadino di Adca è venuto a conoscenza che in questi giorni starebbe circolando un foglio senza alcuna intestazione presentato, per la relativa sottoscrizione, a tutti quei genitori che non intendono acquistare i buoni pasto: l’obiettivo sarebbe quello di sollevare, esonerare da ogni tipo di responsabilità nel caso di pranzo con il “cestino”. «Chi, e per quale ragione avrebbe preso l’iniziativa? Chi si vorrebbe esonerare da ogni responsabilità?» Franco Mancini, coordinatore cittadino del movimento civico Adca, invita i genitori a non firmare nulla a meno che non provenga ufficialmente dall’amministrazione comunale.
E intanto continuano le lamentele dei genitori, sottolinea Mancini: «il prezzo dei buoni pasto è aumentato ma il servizio è scadente tanto che l'amministrazione ha dato mandato all’attuale gestore, al quale è stato “rinnovato” il contratto della mensa scolastica per le elementari, di migliorare la qualità del servizio. Ci chiediamo perché nonostante il disservizio (cibi freddi, carne dura…) l’amministrazione abbia proceduto a “rinnovare”, “prorogare” un contratto piuttosto che indire una gara d’appalto, come fatto per l'asilo nido? Magari avrebbe spuntato un prezzo più vantaggioso. E’ l’ennesima dimostrazione che il nostro sindaco è un sindaco politico e non tecnico: e la “trasparenza della pubblica amministrazione” tanto osannata in campagna elettorale che fine ha fatto? La trasparenza della p.a. ma anche la garanzia del bene comune e l’obiettivo di gestire al meglio la cosa pubblica avrebbero dovuto portare spontaneamente l’amministrazione verso una procedura pubblica piuttosto che perseguire interessi personali in modo da garantire ai cittadini un miglior servizio al minor costo, e dire che agli atti dell'amministrazione c'erano offerte per il servizio mensa a Euro 3,60».