RICERCA

Fondazione Mario Negri Sud, i sindacati: «necessario cambio di rotta»

«Serve chiara presa di posizione»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2021

Fondazione Mario Negri Sud, i sindacati: «necessario cambio di rotta»


CHIETI. Il percorso di trasformazione del Consorzio Mario Negri Sud in Fondazione è giunto alla conclusione.
Non mancato timori per una ristrutturazione che cambierà in modo irreversibile il profilo e le potenzialità di ricerca del Centro. Oggi la Fondazione è una realtà e che cosa diventerà la sua attività è un interrogativo non più eludibile. In un documento programmatico l'attuale Direzione del Consorzio Mario Negri Sud ha, infatti, presentato ai rappresentanti di Provincia e Regione, tra i punti di "intervento" la possibilità di addivenire a dei licenziamenti di 25-30 persone, tra aree di ricerca e servizi.

«Sebbene i rappresentanti di Provincia e Regione non abbiano ancora espresso la loro posizione rispetto a tale proposta, il vicepresidente della nascente Fondazione nonché presidente della Provincia di Chieti appare possibilista rispetto ad un programma di ristrutturazione mentre gli altri dichiarano la necessità di approfondire i problemi alla ricerca di soluzioni positive.
«L'apprezzabile sforzo delle Istituzioni pubbliche, quali Provincia e Regione per mantenere sul nostro territorio un importante centro di ricerca», commentano Commentano Sergio Aliprandi (Filcams Cgil Chieti), Ernesto Magnifico (Fisascat Cisl Chieti) e Rita Candeloro (Cgil Abruzzo), «appare fragile, se è immediatamente accompagnato da una operazione di ristrutturazione del centro con ulteriore indebolimento in termini di competenze e di linee di ricerca. Negli ultimi anni il Consorzio Mario Negri Sud , è stato impoverito in modo devastante di competenze e di linee di ricerca. Molti ricercatori e responsabili di Dipartimenti e di Laboratori hanno abbandonato il Consorzio per spostarsi in altre sedi, e questo depauperamento di risorse umane e di massa critica non è stato compensato dall'arruolamento di nuovi ricercatori».
«Questo aspetto è centrale», insistono i sindacati, «e probabilmente rappresenta il motivo fondamentale delle difficoltà economiche del Centro, a cui i vertici attuali non sono sembrati in grado di porre alcun rimedio. Appare inoltre evidente una forte carenza della rappresentatività del Centro nello stesso territorio in cui opera, la Regione Abruzzo. La rappresentazione e la promozione del Centro FMNS nel territorio in cui opera è anch'essa affidata alle figure di vertice, le relazioni territoriali vanno coltivate e rappresentano un aspetto fondamentale per la ricerca di fondi; è del tutto evidente quanto siano mancate nell'attuale gestione. Le difficoltà economiche sono di natura molto generale e includono una difficoltà gestionale che però non emerge, in nessun punto del documento programmatico.

L'analisi delle scelte di indirizzo per ripartire con la Fondazione non può, quindi, essere prodotta esclusivamente dagli stessi vertici del Consorzio che hanno gestito il declino».
Per questo, secondo i sindacati, è necessario che il Consiglio di Amministrazione della Fondazione determini una radicale inversione di rotta.