LA SENTENZA

Parolisi condannato a 30 anni, le lacrime dei Rea in aula: «giustizia è fatta»

«E’ stato il giorno più duro della nostra vita»

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Parolisi condannato a 30 anni, le lacrime dei Rea in aula: «giustizia è fatta»

L’AQUILA. E’ finita alle 20.30 l’attesa dell’imputato Salvatore Parolisi e della famiglia Rea.
Anche i giudici di secondo grado hanno riconosciuto l’ex caporalmaggiore colpevole dell’omicidio di Melania, 28 anni all’epoca del delitto. La donna il 18 aprile del 2011 uscì dalla sua casa di Folignano (Ascoli Piceno) con il marito e la loro bambina di 18 mesi, per fare alcune visite mediche. Non è più tornata a casa.
Ieri il dramma ha avuto il suo epilogo con la Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila che ha pronunciato una sentenza di condanna a 30 anni per Parolisi.
Non piu' ergastolo, dunque, come in primo grado, perché all’uomo è stato riconosciuto lo sconto di pena di un terzo per aver scelto di essere giudicato, gia' in primo grado, con il rito abbreviato. Diminuita l'aggravante del vilipendio mentre e' rimasta la crudelta'. A Parolisi la Corte ha inoltre deciso di togliere l'isolamento diurno.
Disperato l’uomo quando ha appreso la sentenza, fanno sapere i suoi legali. Ha ripetuto per tre volte «non è giusto».

«GIUSTIZIA E’ FATTA»
Drammaticamente soddisfatta, invece, la famiglia Rea: «giustizia è fatta» ha esclamato la madre di Melania Rea, Vittoria, alla lettura della sentenza. E Michele Rea, parlando della nipotina che oggi ha quasi 4 anni, ha detto che «sicuramente saprà la verità quando sarà il momento e mia sorella ci aiuterà da lassù. Se potessi la metterei in una campana di vetro, ma non posso. Abbiamo lottato per arrivare fin qui, abbiamo creduto nella giustizia, ora è arrivata questa sentenza tanto attesa. Salvatore ha riportato questa ennesima condanna pesante, e sebbene resti sempre una sconfitta per la vita, resta una vittoria per la giustizia».
Per lo zio Gennaro resta, però, tanta tristezza: «Eravamo sicuri dell'esito, ma in noi c'è solo tristezza per non avere più Melania».
Tutti i componenti della famiglia Rea si sono lasciati andare a un pianto liberatorio. «C'è stata un'attesa snervante - ha detto Michele - è stata la giornata più dura della nostra vita».
«Giudichiamo molto positivamente la sentenza - ha commentato il legale della famiglia Rea, Mauro Gionni - Parolisi resta colpevole, la famiglia ha accolto molto favorevolmente il verdetto».

LE CHATTATE EROTICHE
Durante l'udienza, l'intervento del legale Gionni è stato incentrato su alcune prove tra cui una chat hard tra Parolisi e l'amante. «La chat hard con Ludovica è stata mostrata - ha spiegato Gionni - per contestualizzare la lettera prodotta dalla difesa di Parolisi nella quale Salvatore dice alla moglie di volerle bene: la chat è di soli quattro giorni prima la lettera spedita alla moglie».

«PROCESSI FINISCONO IN CASSAZIONE»
Dal canto suo la difesa si aspettava una «sentenza più umana. L'importante - dice Nicodemo Gentile - è aver eliminato l'ergastolo».
«Ci siamo parlati, anche se per un attimo, naturalmente era un po' avvilito, ma i processi finiscono in Cassazione», incalza l'altro legale della difesa di Parolisi, Walter Biscotti. «Evidentemente la Corte ha ritenuto di dover aderire alla ricostruzione fatta in primo grado dalla dottoressa Tommolini. Aspettiamo con ansia di leggere le motivazioni, nella speranza di non trovare ulteriori versioni. Siamo gente abituata a lottare, i processi penali finiscono in Cassazione, ci sono sentenze di condanna che possono essere ribaltate. C'è amarezza perché la pena, anche se di trent'anni, è severa. Ma non ci fermeremo».