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Abruzzo. L’Aquila, Processo alle carriole con proteste poi tutti assolti

L’accusa è quella di «manifestazione non autorizzata»

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Abruzzo. L’Aquila, Processo alle carriole con proteste poi tutti assolti

L’AQUILA. Si tiene oggi al tribunale de L’Aquila la seconda udienza del processo alle ‘carriole’ aquilane.
Alla sbarra ci sono otto aquilani che parteciparono alla manifestazione delle carriole del 28 marzo 2010. Quel giorno cittadini, giovani, famiglie e anziani invasero L'Aquila “armati” di carriole per rimuovere le macerie del centro storico. La ricostruzione era solo un miraggio e la frustrazione per una città ancora invasa dai detriti era alle stelle.
L’accusa iniziale che mosse quel sequestro (nel verbale si parlava di «carriola in pessimo stato di conservazione») era quella di «violazione del silenzio elettorale», formulata dall’allora prefetto Gabrielli, oggi alla guida della Protezione Civile. L’accusa della Procura per gli otto imputati si è poi trasformata in manifestazione non autorizzata.
Oggi nel corso dell’udienza prenderanno la parola i testi della difesa. Fuori al tribunale c’è un presidio di manifestanti solidali con gli imputati e sono spuntate anche le carriole. Il Comitato 3e32 parla di «assurdo processo» che vorrebbe colpire chi tentò di entrare in un centro storico disastrato. «Volevano solo togliere le macerie che ingombravano ancora tutte le Piazze da quasi un anno. Da febbraio del 2010, ogni domenica per almeno due mesi, una città intera (con la solidarietà da tutto Abruzzo e l’intero Paese) fu capace di rivoltarsi fieramente contro i falsi miracoli sbandierati dal governo sulla pelle dei terremotati e l’inefficace inconsistenza dei governanti locali.
Ora otto persone rischiano una condanna. Siamo tutti coinvolti e per questo saremo tutti e tutte fuori il tribunale con le nostre carriole simbolo di libertà, giustizia, ricostruzione e riappropriazione».
Il mese prossimo sono in programma altri processi che riguardano le proteste del movimento cittadino: 7 ottobre, fatti regione del 23 dicembre 2010; 11 ottobre, occupazione Casematte; 15 ottobre, manifestazione Roma del 7 luglio 2010.

TUTTI ASSOLTI
 Il giudice del tribunale dell' Aquila, Giuseppe Grieco, ha assolto tutti i sette imputati del cosiddetto 'processo alle carriole'.
Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di aver violato sia l'ordinanza sindacale di divieto di accesso nel centro storico in vigore all'epoca dei fatti, sia il regio decreto del 1931 che prevede l'arresto fino a 6 mesi e una sanzione da 103 a 413 euro per «aver promosso una riunione senza averne dato preavviso al questore».
 Oggi al termine di circa 5 ore di udienza, precedute da un lungo sit-in di protesta, accogliendo le richieste della pubblica accusa e' arrivata la decisione di assolvere dalle accuse Alessandro Tettamanti, Marco Sebastiani, Anna Pacifica Colasacco, Antonio Di Giandomenico, Ezio Bianchi, Mattia Lolli e Mauro Zaffiri.