POLITICA

Abruzzo. La Regione premia Marchionne, Giuliante: «costi e burocrazia che l’ad non approverebbe»

«Speriamo che non sia un boomerang»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3291

Abruzzo. La Regione premia Marchionne, Giuliante: «costi e burocrazia che l’ad non approverebbe»

ABRUZZO. Che l’assessore regionale alla Protezione Civile Gianfranco Giuliante (Pdl) non sia proprio un accanito sostenitore di Sergio Marchionne lo aveva già palesato.
A luglio scorso, infatti, mentre i vertici della Regione stendevano tappeti rossi per «l’abruzzese» più famoso del mondo in missione in Val di Sangro, l’assessore Giuliante prese una posizione chiara.
Lui tra il codazzo di politici al seguito del manager della Fiat non c’era e annunciò pubblicamente la sua presa di distanza: «sarò volutamente assente e se fossi costretto a scegliere sarei al fianco del Vescovo di Nola, tanto misurato quanto deciso sui suoi compiti pastorali e sulle sue prerogative, tra le quali sicuramente la difesa dei piu' deboli».

Oggi Giuliante torna all’attacco perché il Consiglio regionale è pronto a riunirsi in una seduta solenne (il prossimo 3 ottobre) per tributare a Marchionne la medaglia Aprutium. «Speriamo non sia un boomerang», commenta l’assessore fuori dal coro.
Intanto la motivazione del riconoscimento: «aver onorato l’Abruzzo come Ad-Fiat».
«Ma perché contrariarlo», commenta Giuliante, «se conosciamo il suo pensiero più volte esplicitato: “senza l’Italia (e quindi l’Abruzzo, aggiunge l’assessore) la Fiat potrebbe fare di più”…non si poteva trovare un’altra motivazione? Così come immagino che se è vero, come è vero, come ha ossessivamente ripetuto, che tra i motivi che allontanano la Fiat dall’Italia c’è la burocrazia, il nostro rimarrebbe basito nel sapere che per la delibera n. 107 del 2013, quella per la medaglia che gli è stata conferita, l’ufficio di Presidenza del Consiglio, ha dovuto consultare 16 tra leggi regionali, delibere, statuto regionale, decreto legislativo ed articoli della costituzione»
Per l’importante evento, infatti, si sono dovuti superare i pareri di regolarità tecnica da parte di due Servizi della Regione.
«Nella speranza che l’Ad, addolcito per il riconoscimento, non si indigni per tanta burocrazia utilizzata per il conferimento della medaglia, suggerisco di tener riservato il fatto che due Servizi Regionali sono stati delegati per ogni aspetto organizzativo per la seduta solenne del Consiglio Regionale all’uopo dedicata».

L’assessore si domanda se non sia il caso «come tentativo di captatio benevolentiae» di diramare anche una circolare riservata ai consiglieri regionali, «nella quale si sottolinei l’inopportunità di allontanarsi dai banchi durante la seduta (come invece spesso fanno) se non attenendosi a quanto previsto dalla circolare pause in vigore negli stabilimenti di Pomigliano e Melfi. Sono certo apprezzerebbe la sottigliezza!»
Sempre l’assessore consiglia di non far sapere a Marchionne che sono ben due i Consigli Regionali che si occupano dell’Ad «e che questi hanno un costo».
Un primo consiglio è saltato per mancanza del numero legale poiché gran parte dei consiglieri erano “in pellegrinaggio” alla Sevel di Atessa in occasione di una sua visita.
Il secondo è appunto quello in programma il prossimo 3 ottobre. «Dovremmo incrociare le dita sperando sorvoli vedendo quante leggi si sono dovute scomodare per il conferimento della medaglia e non decida di ripetersi: “La burocrazia è asfissiante!..con complicazioni di questo tipo si fa scappare qualsiasi altro investitore!” Se decidesse di occuparsi di burocrazia e sprechi, infatti, correremmo il rischio che neanche la promessa di un’altra medaglia, che pure si potrebbe decidere di spedirgli in sede a mezzo corriere, riuscirebbe a farlo rimanere in Italia».

PAGANO: «NESSUN VALORE POLITICO»

Il presidente del Consiglio, Nazario Pagano, sottolinea che il riconoscimento «non vuole avere alcuna valenza politica, ma intende solamente premiare i nostri corregionali che, con coraggio, tenacia e concretezza sono riusciti a raggiungere traguardi encomiabili, riuscendo, nel contempo, a mantenere costante e vivo il rapporto con la propria terra d’origine.  Mi dispiace apprendere che alcuni politici locali, probabilmente abituati a misurarsi solo per vis polemica, non riescano a cogliere l’importanza dell’esempio di chi ha saputo dimostrare al mondo il suo valore, scommettendo solo sulle proprie capacità e sui propri meriti».