SERVIZI

Refezione scolastica Francavilla, «pasti più cari di quelli delle scuole romane»

Chiesta ridefinizione fasce Isee

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1789

Comune di Francavilla

Comune di Francavilla

FRANCAVILLA AL MARE. I consiglieri Stefano Di Renzo e Donato La Barba hanno presentato una mozione non ritenendo condivisibile la strategia dell’ente per il servizio di refezione scolastica.
Tre i punti cardine della mozione: ridefinizione delle fasce Isee, mantenimento del servizio preparazione pasti in loco e istituzione di un controllo qualità attraverso la composizione di una commissione di vigilanza composta da mamme, insegnanti e consiglieri comunali, così da accertarsi che la qualità dei prodotti e dei servizi sia rispondente alle aspettative.

Il capogruppo Stefano Di Renzo spiega: «è necessario dare alle famiglie un segnale di vicinanza da parte della politica. In un momento in cui anche un solo euro riveste un carattere di importanza per le famiglie italiane non possiamo mettere le mani in tasca al cittadino, così come ha fatto Luciani, su di un servizio tanto importante come quello della mensa. Per i genitori residenti a Francavilla con ad esempio due figli al tempo pieno ed un reddito Isee superiore a 20.000 euro le soglie di pagamento arrivano a costare complessivamente circa duecento euro al mese. Basti fare un raffronto con Roma capitale dove la fascia Isee maggiore, quella superiore a 45.000 euro, paga 4 euro a pasto, quindi ottanta centesimi in meno di quanto paga a Francavilla un cittadino in fascia Isee superiore a 20.000 euro. Cifre simili anche per città come Napoli e Milano».

«Inoltre», continua Di Renzo, «è impensabile soprattutto per un’amministrazione che si dichiara di centro –sinistra non prevedere le esenzioni per i soggetti in difficoltà. Mi chiedo in questo ragionamento dove sia il PD locale anche nella persona del capogruppo Di Girolamo, un PD che nel passato si era battuto per tematiche simili e che oggi risulta completamente assente».

5 FASCE SONO POCHE
Secondo il consigliere del Pdl Carlo De Felice, «occorre fare una seria verifica dell’incidenza degli aumenti nelle tasche dei cittadini. Ritengo infatti che 5 fasce Isee siano poche.  Ciò significa che è necessario istituirne altre in modo da distribuire eventuali aumenti su una platea reddituale più vasta. Inoltre va fatto presente che un Comune che non investe nella politica familiare mina il futuro di un territorio. Tanto più in una realtà economicamente problematica come quella di Francavilla al mare. Bisogna invertire la rotta e necessariamente investire nello Stato sociale. Questo significa, nel fatto specifico, che per quanto riguarda la mensa scolastica il Comune non può lavarsene le mani scaricando di fatto i costi sui genitori, ma ha l’obbligo politico e morale di reperire le risorse necessarie per risolvere il problema.  Auspico quindi che il Sindaco recepisca le proposte e le ragioni del comitato "Genitori In Ginocchio" in modo da poter in consiglio comunale insieme con la minoranza rimodulare la delibera di giunta della stangata sulle famiglie francavillesi, dovuta all'aumento dei prezzi del servizio mensa, analizzando tutte le strade percorribili per modificare questa decisione o quantomeno attenuarne la portata, pur garantendo i medesimi servizi proprio nell'ottica di salvaguardare il reddito delle famiglie». 
5 FASCE SONO POCHE

Secondo il consigliere del Pdl Carlo De Felice, «occorre fare una seria verifica dell’incidenza degli aumenti nelle tasche dei cittadini. Ritengo infatti che 5 fasce Isee siano poche.  Ciò significa che è necessario istituirne altre in modo da distribuire eventuali aumenti su una platea reddituale più vasta. Inoltre va fatto presente che un Comune che non investe nella politica familiare mina il futuro di un territorio. Tanto più in una realtà economicamente problematica come quella di Francavilla al mare. Bisogna invertire la rotta e necessariamente investire nello Stato sociale. Questo significa, nel fatto specifico, che per quanto riguarda la mensa scolastica il Comune non può lavarsene le mani scaricando di fatto i costi sui genitori, ma ha l’obbligo politico e morale di reperire le risorse necessarie per risolvere il problema.  Auspico quindi che il Sindaco recepisca le proposte e le ragioni del comitato "Genitori In Ginocchio" in modo da poter in consiglio comunale insieme con la minoranza rimodulare la delibera di giunta della stangata sulle famiglie francavillesi, dovuta all'aumento dei prezzi del servizio mensa, analizzando tutte le strade percorribili per modificare questa decisione o quantomeno attenuarne la portata, pur garantendo i medesimi servizi proprio nell'ottica di salvaguardare il reddito delle famiglie».