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Abruzzo/ Autodromo nel cuore del Parco Nazionale, iniziano gli espropri ma mancano le autorizzazioni

Idv: «Chiodi ci assicuri che non sarà una cattedrale nel deserto»

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Abruzzo/ Autodromo nel cuore del Parco Nazionale, iniziano gli espropri ma mancano le autorizzazioni
MONTORIO AL VOMANO. Il comune di Montorio al Vomano ha comunicato ai diretti interessati (50 persone) l’avvio del procedimento di esproprio per la realizzazione dell’autodromo Gran Sasso che sorgerà in località San Mauro.
I proprietari terrieri hanno tempo fino al prossimo 13 ottobre per presentare le osservazioni.
Sulla questione il consigliere regionale Cesare D’Alessandro (IdV) ha presentato una interrogazione al presidente Gianni Chiodi facendo notare che al momento mancano ancora tutti i pareri, nulla osta ed ogni altro atto di assenso degli Enti competenti ad esprimersi in ordine al progetto. I pareri positivi dovrebbero essere acquisiti attraverso un’apposita conferenza di servizi.

L’autodromo prevede 4.100 metri complessivi di percorso, curve mozzafiato, saliscendi da brivido per quello che è stato già ribattezzato un ‘adrenaline circuit’. Occuperà una superficie complessiva di circa 52 ettari (l’equivalente di 75 campi di calcio internazionali) e potrà ospitare fino a 30 mila spettatori. L’ investimento iniziale è di 25 milioni di euro che, secondo i proponenti, arriverà a creare fino a 600 nuovi posti di lavoro direttamente con il circuito.
Il tracciato disegnato dall'ingegner Adamo Leonzio ha dei saliscendi (con pendenze in salita fino al 9% e in discesa fino al 7%) e delle varianti che permetteranno di dare indicazioni ai tecnici nelle fasi di messa a punto.
L'autodromo punterà a restare aperto 365 giorni l'anno ospitando categorie di alto livello come per esempio Superbike e F3000; inoltre potrebbe essere utilizzato, secondo gli ideatori, per i test in vista delle gare dei campionati di Formula 1 e Moto Gp. Sogno o realtà? Il progetto è stato presentato per la prima volta nel 2010 e nel corso degli anni ha subito vari stop che hanno preoccupato gli amanti del genere ma anche la società proponente, la Autodromo San Mauro.

«ZONA DI GRANDE VALENZA NATURALE»
D’Alessandro ricorda che però la zona prescelta ricade «in contesto di grande valenza naturale, alle porte del Parco Nazionale del Gran Sasso, che sarebbe compromesso dall’attività motoristica tipica. Ma questo sarebbe anche accettabile o almeno discutibile a fronte di concrete possibilità di sviluppo e nuova occupazione».

«Ritengo, però», spiega ancora D’Alessandro, «che le previsioni dei soggetti finanziatori dell’iniziativa contrastino con i fatti, considerato che l’autodromo non sarebbe in grado di fronteggiare l’agguerrita concorrenza generata dalle consolidate realtà del centro e nord Italia. Vale appena ricordare il fallimento e le difficoltà di gestione di famosi autodromi come quello di Imola, localizzato nell’area nazionale a maggior concentrazione di aziende, appassionati e consumatori di sport motoristici; o come quello del Nurbungring, che registra forti passività e altri ancora. Spesso l’unica soluzione possibile consiste nella messa in liquidazione della gestione e vendita all’asta della struttura, commisurata al solo valore del terreno occupato».
D’Alessandro chiede al presidente di Regione di chiarire se ritiene che l’iniziativa abbia le gambe per camminare da sola, oppure se, «come pensiamo noi, corra il serio rischio di diventare una mera ‘cattedrale nel deserto’ fonte solo di problemi per la manutenzione, occupazione di suolo, inquinamento e quant’altro, dopo aver devastato un intero territorio che vanta, fino ad oggi, peculiarità e vocazioni ben diverse».