POLTRONE E ROTELLE

Abruzzo. M5S contro Aracu: «commissariare federazione hockey». Ma il Coni lo difende

Malagò: «questa sfiducia non la capisco»

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Sabatino Aracu

Sabatino Aracu

PESCARA. La domanda del Movimento 5 Stelle (adesso inserita anche in una interrogazione parlamentare) è sempre la stessa.
«Può un condannato (in primo grado) a 4 anni di reclusione e 5 d'interdizione dai pubblici uffici, già condannato per diffamazione al pagamento di una multa, ricoprire un ruolo delicato e dall'alto valore simbolico come la presidenza di una Federazione sportiva nazionale (hockey e pattinaggio, FIHP)?»
Il riferimento dei pentastellati è a Sabatino Aracu, parlamentare abruzzese dal 1996 al 2013 prima con Forza Italia, poi con il Pdl, e condannato recentemente al processo Sanitopoli, con cui si è smantellato il sistema di tangenti legato alla sanità. Aracu ricopre da circa 20 anni la carica di presidente della Federazione italiana hockey e pattinaggio, nonostante sia stato accertato da una commissione del Coni e dalla Corte dei Conti «l’uso anomalo dei beni federali, indebiti rimborsi al presidente e ai consiglieri federali, l’eccesso di spese di rappresentanza e di trasferta prive di giustificazioni e l’uso spregiudicato delle carte di credito federali per un danno erariale complessivo accertato di circa 380 mila euro».
Lui è rimasto sempre lì al suo posto, e nessuno l'ha mai invitato a dimettersi, né il presidente del Coni (lo stesso che ha avviato l'indagine), né qualche politico...
I deputati abruzzesi del Movimento 5 Stelle e tutti i componenti della commissione cultura e hanno presentato un'interrogazione per chiedere al Governo «di porre fine a questa ennesima vergogna italica», intervenendo sul Coni per prevedere anche il commissariamento della Federazione hockey e pattinaggio: «Aracu non può più ricoprire quella carica, oggi più che mai».

MALAGO’: «LA SFIDUCIA NON LA CAPISCO»
«La sfiducia del M5S onestamente e' un qualcosa che io non capisco» ha detto ieri il presidente del Coni, Giovanni Malagò a margine di un incontro sulla stampa indetto per fare il punto sullo stato dell'arte degli impianti sportivi all'Aquila.
«Chi puo' sfiduciare Aracu sono semplicemente i suoi elettori che non sono gli elettori di natura politica qualunque essi siano. Io ho pieno rispetto delle opinioni di tutte le coalizioni politiche pero' fino a prova contraria e' il mondo dello sport che deve sfiduciare un dirigente dello sport perche' questo e' un dato di fatto».
«Ricordo - ha aggiunto - che le federazioni sono degli enti di natura privata e ricordo anche che esiste una giustizia sportiva e una giustizia ordinaria. Qui sta nelle testa delle singole persone - dopo aver avuto una condanna sulla quale io non entro nel merito del giudizio - cosa fare. Se lui ritiene di aspettare il secondo grado di giudizio perche' gli dara' ragione, di fronte a questo sia il Coni che lo Stato italiano non possono fare nulla, poi a livello personale i giudizi sono rispettabili da parte di tutti».