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Abruzzo. San Salvatore L’Aquila, Pezzopane: «no alla chiusura di medicina interna»

La senatrice presenta interrogazione parlamentare

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Abruzzo. San Salvatore L’Aquila, Pezzopane: «no alla chiusura di medicina interna»

L'AQUILA. «Chiudere l’Unità Operativa Complessa di Medicina Ospedaliera del San Salvatore è un atto scellerato».
Lo dichiara la senatrice Stefania Pezzopane, che si schiera a favore del mantenimento del reparto e annuncia di voler presentare nei prossimi giorni sull’argomento anche un’interrogazione parlamentare.
Il direttore generale Giancarlo Silveri ha stabilito già da giugno la soppressione dell’U.O.C. di Medicina Interna Ospedaliera, unità diretta da un responsabile scelto per concorso, con 18 posti letto più 2 bis. Al suo posto viene istituita un’Unità Semplice Dipartimentale, con responsabile a chiamata diretta, dunque scelto dalla stesso manager, di Immunologia e Malattie del Connettivo con 20 posti letto. Nello stesso atto aziendale vengono poi istituite altre nuove Unità Semplici Dipartimentali, tra cui Fisiopatologia dell’apparato Digerente, doppione di Gastroenterologia. Viene inoltre sancita la trasformazione delle Unità Operative Complesse di Oculistica, Neurologia, Otorino, Chirurgia Vascolare, Endocrinologia e Pediatria in U.O.S.D .
«La decisione di sopprimere Medicina Interna- protesta la senatrice- è stata operata senza tener conto né del parere contrario del Comitato ristretto dei Sindaci, nella persona del Sindaco Cialente che ne è Presidente, e che ha più volte sottolineato l’importanza e la centralità di Medicina Ospedaliera come punto nevralgico dell’ospedale, né tantomeno della raccolta di firme, avviata da cittadini, operatori sanitari e professionisti, che ha superato le 7.000 adesioni. Al contrario si è tenuto conto del parere di organismi, che non hanno potere vincolante».
Così l’istituzione di nuove Unità Operative Semplici Dipartimentali, «sembra essere stata dettata», insiste Pezzopane, «non per favorire gli interessi della comunità, ma per tutelare interessi campanilistici o personali». 


Il Direttore Generale ha affermato che la chiusura di Medicina Interna è necessaria perché in base alle direttive non possono esistere doppioni. «E allora perché», chiede Pezzopane, «non si capisce perché esistono 4 Chirurgie, 2 gastroenterologie, 2 Dermatologie, 2 Reumatologie, 2 Neurologie, 2 Anestesie. Se così è, perché no 2 Medicine, quando la Medicina Interna Ospedaliera è il reparto cardine nella Diagnosi e nell’indirizzo terapeutico? La Medicina Interna Ospedaliera è complementare alla Medicina Interna Universitaria, anche per la formazione dei futuri medici. La Medicina Interna Universitaria da sola, con personale prevalentemente universitario, con 20 ore settimanali dedicate all’assistenza, non può sopperire alle esigenze ed alla mole di lavoro di un ospedale Hub , come deve essere un ospedale capoluogo di Regione, che deve attirare su di sé l’utenza della intera Provincia, della Regione, e delle zone limitrofe per la qualità dei reparti, delle professionalità e delle prestazioni erogate».
Per Pezzopane questa chiusura «non ha alcuna giustificazione. Non si può chiudere un reparto gestito da medici professionalmente impeccabili e che operano, nonostante tutto, al di sopra degli standard di eccellenza. Non si può chiudere questo reparto con la semplice giustificazione di calcoli ragionieristici, che non tengono conto delle reali necessità del territorio».