GIUSTIZIA

Tribunale Sulmona, gli avvocati interrompono lo sciopero della fame

Aperto un fronte di trattativa con il ministro Cancellieri

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Tribunale Sulmona, gli avvocati interrompono lo sciopero della fame

 

Tribunale Sulmona, gli avvocati interrompono lo sciopero della fame
Aperto un fronte di trattativa con il ministro Cancellieri
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SULMONA. Interruzione dello sciopero della fame ma la vigilanza, alta e attenta, non cala. 
Gli avvocati del foro di Sulmona che più da giorni si stanno battendo per mantenere aperto il “loro” tribunale ieri sera hanno comunicato la fine della estrema protesta.
La decisione è stata presa dai legali Elisabetta Bianchi, Daniele Di Bartolo, Alberto Paolini, Roberta Polce, Sandra Presutti e Serafino Speranza subito dopo l’annuncio ufficiale arrivato dal ministro Cancellieri che ha accettato un incontro, sebbene nei giorni scorsi lo stesso ministro abbia sostenuto in toto la riforma che chiude i tribunali più piccoli, compresi quelli abruzzesi. 
L’incontro con il sindaco Giuseppe Ranalli e una delegazione di avvocati è fissato per il 3 ottobre alle ore 12.00. 
Sonno stati giorni duri per i manifestanti, alcuni dei quali hanno anche avuto problemi di salute, diretta conseguenza dello sciopero della fame. Sono stati supportati anche da alcuni cittadini e dalle istituzioni come la Regione: Gianni Chiodi ha voluto incontrarli e dare il proprio sostegno.
Molta solidarietà è arrivata anche da associazioni, semplici cittadini e sindacati.
LUgl ritiene per esempio che il provvedimento di soppressione sia «lesivo dei diritti dei cittadini e sicuramente dannoso per l'economia territoriale di un comprensorio gia' fortemente penalizzato. Infatti - osserva l'Ugl - a fronte di presunti risparmi ipotizzati dal ministero, saranno i residenti della Valle Peligna e dell'Alto Sangro a dover fare i conti con gli insostenibili costi di questa sciagurata decisione».
Il parlamentare del Psi e membro della commissione Giustizia al Senato Enrico Buemi, intervenuto a Sulmona nell'assemblea indetta dal comitato per la salvaguardia del tribunale ha invece detto che «bisogna inserire tutte le ragioni, e qui ce ne sono tante, all'interno di un processo di valutazione successivo all'entrata in vigore della riforma, per far sì che il Tribunale di Sulmona continui a esistere. Il tempo c'è e bisogna utilizzarlo».
«Nei prossimi mesi, avremo la possibilità di verificare l'andamento della riforma e le modifiche che eventualmente potranno essere introdotte», ha lasciato intendere Buemi.
Il comitato  per la salvaguardia del tribunale ha poi valutato positivamente l’intervento dei media che hanno dato risalto alla loro protesta ma anche gli stessi impegni assunti da Chiodi e dal prefetto oltre alla vicinanza dei senatori abruzzesi che hanno promesso un intervento per mitigare quantomeno gli effetti nefasti del taglio dei tribunali più piccoli. 
Per Sulmona, infatti, si tratta di difficoltà oggettive legate sia all’orografia e alla difficoltà di collegamento con L’Aquila ma anche al fatto che Sulmona è sede di un grosso penitenziario e dunque sviluppa una mole di lavoro giudiziario che si dovrebbe spostare in futuro altrove, con disagi e aumento di costi.
Per ora la battaglia è stata vinta ma la guerra continua «per la tutela degli interessi della collettività».
«Con la nostra protesta», hanno detto gli avvocati, «abbiamo solo voluto ribadire  l’alta e nobile valenza della professione forense che si esplica in ogni ambito delle società civile anche a sacrificio dello stato di salute».

 

SULMONA. Interruzione dello sciopero della fame ma la vigilanza, alta e attenta, non cala. 

Gli avvocati del foro di Sulmona che più da giorni si stanno battendo per mantenere aperto il “loro” tribunale ieri sera hanno comunicato la fine della estrema protesta.

La decisione è stata presa dai legali Elisabetta Bianchi, Daniele Di Bartolo, Alberto Paolini, Roberta Polce, Sandra Presutti e Serafino Speranza subito dopo l’annuncio ufficiale arrivato dal ministro Cancellieri che ha accettato un incontro, sebbene nei giorni scorsi lo stesso ministro abbia sostenuto in toto la riforma che chiude i tribunali più piccoli, compresi quelli abruzzesi. 

L’incontro con il sindaco Giuseppe Ranalli e una delegazione di avvocati è fissato per il 3 ottobre alle ore 12.00. Sonno stati giorni duri per i manifestanti, alcuni dei quali hanno anche avuto problemi di salute, diretta conseguenza dello sciopero della fame. Sono stati supportati anche da alcuni cittadini e dalle istituzioni come la Regione: Gianni Chiodi ha voluto incontrarli e dare il proprio sostegno. Molta solidarietà è arrivata anche da associazioni, semplici cittadini e sindacati.

LUgl ritiene per esempio che il provvedimento di soppressione sia «lesivo dei diritti dei cittadini e sicuramente dannoso per l'economia territoriale di un comprensorio gia' fortemente penalizzato. Infatti - osserva l'Ugl - a fronte di presunti risparmi ipotizzati dal ministero, saranno i residenti della Valle Peligna e dell'Alto Sangro a dover fare i conti con gli insostenibili costi di questa sciagurata decisione».

Il parlamentare del Psi e membro della commissione Giustizia al Senato Enrico Buemi, intervenuto a Sulmona nell'assemblea indetta dal comitato per la salvaguardia del tribunale ha invece detto che «bisogna inserire tutte le ragioni, e qui ce ne sono tante, all'interno di un processo di valutazione successivo all'entrata in vigore della riforma, per far sì che il Tribunale di Sulmona continui a esistere. Il tempo c'è e bisogna utilizzarlo».

«Nei prossimi mesi, avremo la possibilità di verificare l'andamento della riforma e le modifiche che eventualmente potranno essere introdotte», ha lasciato intendere Buemi. Il comitato  per la salvaguardia del tribunale ha poi valutato positivamente l’intervento dei media che hanno dato risalto alla loro protesta ma anche gli stessi impegni assunti da Chiodi e dal prefetto oltre alla vicinanza dei senatori abruzzesi che hanno promesso un intervento per mitigare quantomeno gli effetti nefasti del taglio dei tribunali più piccoli. 

Per Sulmona, infatti, si tratta di difficoltà oggettive legate sia all’orografia e alla difficoltà di collegamento con L’Aquila ma anche al fatto che Sulmona è sede di un grosso penitenziario e dunque sviluppa una mole di lavoro giudiziario che si dovrebbe spostare in futuro altrove, con disagi e aumento di costi.

Per ora la battaglia è stata vinta ma la guerra continua «per la tutela degli interessi della collettività». «Con la nostra protesta», hanno detto gli avvocati, «abbiamo solo voluto ribadire  l’alta e nobile valenza della professione forense che si esplica in ogni ambito delle società civile anche a sacrificio dello stato di salute».