IL CONCORDATO

Sixty, l’8 ottobre l'udienza per la salvezza definitiva

L’85% dei creditori ha detto sì al piano di salvataggio

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Sixty, l’8 ottobre l'udienza per la salvezza definitiva

 

Sixty, l’85% dei creditori ha detto sì al piano di salvataggio
L’8 ottobre udienza per l’omologa del concordato
Sixty, lavoro, crisi, concordato, chieti scalo
CHIETI. Fissata al prossimo 8 ottobre al Tribunale fallimentare di Chieti l’udienza per l’omologa del concordato preventivo per la Sixty. 
Si tratta del terzo step della lunga marcia di avvicinamento alla salvezza per l’azienda di Chieti scalo, travolta  da una marea di debiti e da una congiuntura di mercato non favorevole, con il rischio fallimento e cancellazione del posto di lavoro per centinaia di dipendenti. Come già noto, la maggioranza dei creditori ha detto sì al salvataggio nei venti giorni concessi http://www.primadanoi.it/news/cronaca/542258/Sixty--il-concordato-in-continuita.html dopo la prima udienza dell’1 ottobre. In quel giorno fu presentato il Piano di salvataggio che prevede il pagamento al 15-16% dei creditori e la continuità aziendale della Sixty con il salvataggio di circa 50 posti di lavoro. Le risposte positive pervenute ai commissari Pierluigi Pennetta e Lucio Raimondi sono state circa l’85% (un sì chiaro o un’astensione che in questo caso vale come voto favorevole) ed ora sulla base di questi dati, i commissari prepareranno una relazione con il loro parere per il Tribunale fallimentare che dovrà decidere l’omologa del Piano di concordato che sarà attuato in quattro anni. Una decisione che sembra scontata, visto l’orientamento del Tribunale di Chieti di favorire più il mantenimento in vita dell’attività lavorativa che la chiusura “sic et simpliciter”. http://www.primadanoi.it/gallery/541619/Sixty--passa-il-concordato-in.html 
La decisione del giudice sarà molto importante, perché in caso positivo scatteranno tutte le azioni collegate al salvataggio: la cessione dell’azienda, la continuità lavorativa con una nuova società (salvi 50 posti di lavoro), la vendita del magazzino, il tutto per pagare i creditori in attesa (i debiti accertati al momento sarebbero di circa 370 mln, salvo altri che si potranno aggiungere in forma tardiva). In pratica la Sixty tornerà “in bonis”, cioè lavorerà come se non fosse mai stata sull’orlo del fallimento e sarà solo controllata dai due commissari Pennetta e Raimondi. Un altro aspetto da non sottovalutare di questa operazione, oltre il salvataggio dei primi 50 posti di lavoro, è la possibilità che possa essere attivata una società satellite che opererà nello stesso settore e che potrebbe creare altri 70 posti di lavoro. Insomma le previsioni del tempo sulla Sixty sono in miglioramento e si aspetta solo l’omologa dell’8 ottobre, con le disposizioni operative decise dal giudice.
Sebastiano Calella
CHIETI. Fissata al prossimo 8 ottobre al Tribunale fallimentare di Chieti l’udienza per l’omologa del concordato preventivo per la Sixty. Si tratta del terzo step della lunga marcia di avvicinamento alla salvezza per l’azienda di Chieti scalo, travolta  da una marea di debiti e da una congiuntura di mercato non favorevole, con il rischio fallimento e cancellazione del posto di lavoro per centinaia di dipendenti. Come già noto, la maggioranza dei creditori ha detto sì al salvataggio nei venti giorni concessi  dopo la prima udienza dell’1 ottobre. In quel giorno fu presentato il Piano di salvataggio che prevede il pagamento al 15-16% dei creditori e la continuità aziendale della Sixty con il salvataggio di circa 50 posti di lavoro. 

Le risposte positive pervenute ai commissari Pierluigi Pennetta e Lucio Raimondi sono state circa l’85% (un sì chiaro o un’astensione che in questo caso vale come voto favorevole) ed ora sulla base di questi dati, i commissari prepareranno una relazione con il loro parere per il Tribunale fallimentare che dovrà decidere l’omologa del Piano di concordato che sarà attuato in quattro anni. Una decisione che sembra scontata, visto l’orientamento del Tribunale di Chieti di favorire più il mantenimento in vita dell’attività lavorativa che la chiusura “sic et simpliciter”. La decisione del giudice sarà molto importante, perché in caso positivo scatteranno tutte le azioni collegate al salvataggio: la cessione dell’azienda, la continuità lavorativa con una nuova società (salvi 50 posti di lavoro), la vendita del magazzino, il tutto per pagare i creditori in attesa (i debiti accertati al momento sarebbero di circa 370 mln, salvo altri che si potranno aggiungere in forma tardiva). In pratica la Sixty tornerà “in bonis”, cioè lavorerà come se non fosse mai stata sull’orlo del fallimento e sarà solo controllata dai due commissari Pennetta e Raimondi. 

Un altro aspetto da non sottovalutare di questa operazione, oltre il salvataggio dei primi 50 posti di lavoro, è la possibilità che possa essere attivata una società satellite che opererà nello stesso settore e che potrebbe creare altri 70 posti di lavoro. Insomma le previsioni del tempo sulla Sixty sono in miglioramento e si aspetta solo l’omologa dell’8 ottobre, con le disposizioni operative decise dal giudice.

Sebastiano Calella