IL FATTO

Abruzzo. Avezzano, il tribunale (da chiudere) diventa spogliatoio: modelle in mutande

L’immagine shock postata su Facebook

Redazione Pdn

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Abruzzo. Avezzano, il tribunale (da chiudere) diventa spogliatoio: modelle in mutande

AVEZZANO. Il tribunale di Avezzano in questi giorni nell’occhio del ciclone perché prossimo alla chiusura, a seguito del decreto che ha ridisegnato la geografia della giustizia italiana.
La politica è in fermento per tentare di salvare non solo quel tribunale ma anche quelli di Sulmona, Vasto e Lanciano. La data di morte è già nota: settembre 2015.
Gli avvocati di Sulmona da cinque giorni stanno attuando lo sciopero della fame e chiedono che il ministro Cancellieri venga in Abruzzo per toccare con mano le difficoltà che sorgerebbero con la nuova ridistribuzione degli uffici.
Adesso, però, le aule avezzanesi finiscono alla ribalta della cronaca nazionale per un altro motivo. Ovvero per una foto che ha pubblicato questa mattina la giornalista e blogger Selvaggia Lucarelli sulla propria pagina Facebook.
Lucarelli racconta che quella foto le è stata inviata e che sarebbe stata scattata… proprio all'interno del tribunale di Avezzano….Si vedono 5 ragazze (di cui una in biancheria intima) sedute sul bancone che solitamente ospita gli incartamenti dei giudici. Occhiali da sole e sorriso d’ordinanza sembrano pronte a farsi immortalare nell’inusuale location. 

Dietro di loro la scritta ‘La legge è uguale per tutti’.
E’ sempre Lucarelli che racconta perché quelle ragazze si trovassero lì: «c'era una sfilata di intimo nella via di fronte al tribunale quest'estate e quindi hanno pensato di adibire il tribunale a spogliatoio. Ora vedo se in quello di Milano mi tengono un paio di scarpiere».
I commenti alla foto sono tantissimi, così come le condivisioni e la foto sta facendo il giro del web. C’è chi dice che la storia sia «assurda», chi invece sostiene che rappresenti alla perfezione l’Italia di oggi. C’è anche chi dubita che quello sia il tribunale di Avezzano (ma se fosse quello di Roma o Milano sarebbe diverso?), o che quelle sia realmente in una vera aula di giustizia. «Chi ha concesso l’autorizzazione?» C’è chi la butta sul berlusconismo e sostiene che quelle siano testimoni del processo Ruby.
Qualche ‘amico’ abruzzese della Lucarelli le fa notare che quel tribunale ‘vilipeso’ è destinato alla chiusura e si domanda se non sia incredibile quella fine.
«E’ imbarazzante», scrive Lara. «E mi dispiaccio e rammarico per tutti gli Avvocati e Magistrati che portano avanti quotidianamente la loro battaglia per evitare la soppressione di questo tribunale. Giustamente. C'est L'Italie..»