GIUSTIZIA AL RISPARMIO

Abruzzo. Protesta taglio tribunali: avvocati di Sulmona a digiuno, ministro non risponde

«Cancellieri venga in città». Ma il Guardasigilli festeggia per le novità

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Abruzzo. Protesta taglio tribunali: avvocati di Sulmona a digiuno, ministro non risponde


SULMONA. Nonostante le prescrizioni del medico e i consigli a sospendere lo sciopero della fame, loro vanno avanti.
Due giorni fa gli avvocati Elisabetta Bianchi (la prima ad iniziare il digiuno lunedì scorso) e Alberto Paolini sono finiti in ospedale dove sono stati riscontrati valori sballati, tanto che i medici hanno consigliato di interrompere subito la protesta.
Ma loro sembrano intenzionati a proseguire, continuano a non mangiare e vivono praticamente all’interno del tribunale, di giorno e di notte.

Ieri sera nuovi malori che hanno costretto la croce rossa a trasportare in ospedale tre dei sei avvocati che ormai da cinque giorni stanno digiunando, tutti insieme hanno deciso di andare avanti con l'astensione dal cibo a oltranza. Un braccio di ferro con il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri: «smetteremo solo quando il ministro verrà qui a rendersi conto dei disagi che comporterebbe la chiusura del tribunale».
Ieri sera nuovi malori  hanno costretto la croce rossa a trasportare in ospedale altri tre avvocati che ormai da cinque giorni stanno digiunando. Un braccio di ferro con il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri: «smetteremo solo quando il ministro verrà qui a rendersi conto dei disagi che comporterebbe la chiusura del tribunale».
Così come vanno avanti gli altri quattro avvocati che chiedono a gran voce un incontro a Sulmona al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. Ma il Guardasagilli per il momento non ha risposto. 
Anzi, proprio ieri ha espresso soddisfazione per il primo impatto che ha avuto la revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Ha ringraziato tutti i magistrati, i dirigenti ed il personale amministrativo che «hanno garantito il buon esito dell’entrata in vigore della nuova geografia giudiziaria» e ha annunciato la costituzione di una commissione per monitorare la situazione.

«RIFORMA PARTITA BENISSIMO»
La riforma è già partita e coinvolge in totale 30 tribunali, 30 procure, 220 sezioni distaccate di tribunale, 667 giudici di pace per un totale di 2300 magistrati e oltre 7000 amministrativi da impiegare in modo più efficiente. In Abruzzo è tutto rimandato di due anni (settembre 2015).
Dopo una settimana dall’avvio degli accorpamenti su 420 sedi toccate dalla riforma, solo 25 sedi (6%), secondo i dati del Ministero, stanno incontrando problemi di varia rilevanza. In particolare 13 sedi accorpanti hanno problemi di spazio; 6 sedi accorpate hanno subito ritardi a causa delle manifestazioni di protesta e altre 6 hanno ricevuto azioni legali di opposizione al trasloco e al trasferimento del personale. Complessivamente, vista la complessità e la vastità dell’operazione (soppressi 30 tribunali, 30 procure, 220 sezioni distaccate e) è stato un inizio più che incoraggiante.

LA PROTESTA SULMONESE
Intanto a Sulmona non si festeggia affatto. Il presidente della Regione Gianni Chiodi ha espresso di persona solidarietà agli avvocati che stanno protestando e ha annunciato che chiederà una revisione della riforma direttamente al ministro.
Fino ad ora si è mosso poco o niente ma la battaglia va avanti. I manifestanti ricevono in queste ore il sostegno dei cittadini, che poi sono quelli che pagheranno maggiormente le novità in arrivo.
La sensazione di chi dovrà avere a che fare quotidianamente con la macchina della giustizia è che le conseguenze derivanti dalla chiusura del Tribunale saranno ben più gravi dei costi per mantenerlo in vita. A sentirne il peso sarà l'utenza, oltre ai professionisti e ai dipendenti.
In pratica si taglia la spesa ‘pubblica’ ma si va a toccare ancora una volta le tasche dei cittadini che dovranno sostenere maggiori costi per gli spostamenti.
Senza contare che la Casa di Reclusione di Sulmona è arrivata a circa 500 detenuti di alta sicurezza (il che ne fa il più popoloso istituto penitenziario della regione e tra i più grandi italiani; la Casa Circondariale di L'Aquila ne conta solo 150).
Gli avvocati da settimane battono anche sul nodo dei collegamenti, da sempre nota dolente dell’Abruzzo interno, e le difficoltà di collegamenti con L’Aquila ancora ‘ingolfata’ dai guai del terremoto.
Confesercenti e Confconsumatori sono a sostegno della protesta e molte altre associazioni di categoria si sono accodate. Oggi è anche prevista la convocazione del Comitato permanente costituito per la salvaguardia del Tribunale per volontà del sindaco Giuseppe Ranalli.

INTERROGAZIONI PARLAMENTARI
Intanto ieri mattina è stata presentata un'interrogazione urgente dal presidente del gruppo Psi della camera Marco Di Lello con la quale «si sollecita fermamente il Ministro a rivedere le determinazioni in ordine al Tribunale di Sulmona e a recarsi a Sulmona per incontrare gli Avvocati in sciopero, le autorita' e la classe forense del capoluogo Peligno».
La notizia è stata resa nota da Massimo Carugno, segretario regionale del Psi. «Analoga iniziativa - prosegue - è stata assunta al Senato. Tra l'altro il senatore Enrico Buemi, capogruppo Psi nella commissione giustizia del Senato, nonche' proponente del lodo sulla vicenda Berlusconi, nella Giunta al Senato oggi sarà a Sulmona presso il Tribunale per solidarizzare con gli avvocati in sciopero».
«Quello che accade», commenta Giovanni Natale del Movimento ‘Ripensiamo il territorio’, «oggi è frutto di decenni di assenza e di lavoro progettuale e programmazione politico-amministrativo. Ora, vogliamo sperare non si commetta lo stesso errore buttandoci su una strenua battaglia di difesa senza lanciare alcuna indicazione strategica. E’ di tutta evidenza che se non c’è “popolazione”, ed essa continua a diminuire, se non c’è rilancio del territorio, ed esso non può avvenire più con i campanilismi da tutte le parti, sia in senso territoriale che in senso di organizzazioni generali, sport e giustizia compresi, non si va da nessuna parte e significa che non stiamo preparando un futuro migliore e più prospero».
a.l.