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Abruzzo. Aca, mano pesante con i morosi: «stacchiamo l’acqua ma solo dopo aver avvertito»

Eppure in qualche caso il servizio è stato interrotto prima

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CONTATORI ACQUA

PESCARA. Da un parte le accuse di aver sperperato denari, di non aver ammodernato la rete che perde oltre il 70% di acqua, che produce emorragia di denari, di aver creato un carrozzone a beneficio del “partito dell’acqua”.
Dall’altra da alcuni mesi è stata inaugurata una strategia per ridurre al massimo i debiti: il distacco delle utenze morose.
Se una azienda eroga un servizio e questo servizio non gli viene pagato ha il sacrosanto diritto di staccare l’utenza secondo procedure di garanzia previste per legge. Se in questo caso stiamo parlando di acqua, bene primario, e di problemi legati alla maledetta crisi economia le cose forse dovrebbero essere viste in maniera diversa.
Sta di fatto che l’Aca sta staccando decine di contatori per morosità. Dopo il caso della palazzina di via della Bonifica, dove l'Aca ha staccato l'acqua a tutto il palazzo a causa di alcuni utenti morosi, nuove polemiche per le interruzioni decise dall'Ente in due palazzi dei Colli e della Tiburtina.
Nel primo caso la situazione si è risolta nel giro di poche ore, nel secondo caso, invece, gli inquilini puntano i piedi e annunciano di rivolgersi alla magistratura.
Il direttore generale, Candeloro Forestieri, però precisa come stanno le cose.
«L’Aca ricorre alla “limitazione” della erogazione dell’acqua potabile», dice, «solo nei confronti delle utenze morose. Solo dopo alcuni mesi dalla fatturazione e dalla scadenza del termine di pagamento, dopo aver inviato opportuno sollecito e persistendo la morosità, l’Azienda ricorre alla limitazione del servizio. Per i condominii e le utenze produttive e commerciali si è ritenuto doveroso concedere il beneficio di un ulteriore breve termine e informare gli operatori o i singoli condomini, questi ultimi spesso ignari dello stato della situazione e magari in regola per la propria parte, della persistente morosità».


Ci dovrebbe essere dunque una azione capillare e preventiva di informazione con avvisi prima della esecuzione della limitazione del servizio, «per consentire una opportuna verifica da parte degli interessati, avvisi che, è bene ricordarlo, sono recapitati a fronte di nessun riscontro ai solleciti di pagamento precedentemente notificati».
«Riteniamo che le azioni portate avanti dall’Azienda, finalizzate al recupero dei crediti dalle utenze morose, in una Azienda Pubblica, quale è l’Aca siano un fatto dovuto e rendano giustizia alla stragrande maggioranza degli utenti virtuosi», dice Forestieri, «considerando che, per “casi particolari”, derivanti da ogni comprensibile causa, l’Azienda ha deliberato la possibilità di “piani di rientro” personalizzati ed estensibili fino a 24 mesi».
Eppure non si esclude che «in alcuni rari casi l’intervento di limitazione del servizio da parte degli operatori abbia avuto luogo subito dopo l’avvenuto saldo, comunque effettuato dagli utenti morosi con notevole ritardo. L’Azienda si scusa per eventuali disagi peraltro di brevissima durata. E’ però singolare l’atteggiamento di alcuni Amministratori di condominio che invocano difetti di forma trascurando la sostanza, cioè il mancato pagamento delle bollette. Eventuali ricorsi amministrativi, ove trovassero Assemblee condominiali disposte ad accollarsi costi di azioni legali, potranno forse rettificare le forme, ma nessun Tribunale potrà prescindere dal merito che è, e rimane, il pagamento, quanto più possibile puntuale, dei consumi da parte di ciascun utente».