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Bucchianico, secondo appalto da 3,8 mln per il Palazzo

Spunta una Casa di riposo dopo i 36 miniappartamenti

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Bucchianico, secondo appalto da 3,8 mln per il Palazzo


BUCCHIANICO. Sono due – a sorpresa - gli appalti per il recupero del Palazzo ex Camilliani di Bucchianico, per un totale da 6,5 mln: il primo è quello da 2,7 mln per il taglio dei due ultimi piani della struttura oggi esistente e per la realizzazione di 36 miniappartamenti al terzo e quarto piano.

 Il secondo (altri 3,8 mln) è per “il miglioramento sismico dell’intero immobile” e per la sistemazione del seminterrato, del piano rialzato e del primo e secondo piano, dove è prevista la realizzazione di una «struttura assimilabile a Casa famiglia, casa albergo, Rsa per persone (anziani e/o disagiate e comunque bisognose di assistenza) singole ed in coppia».
«Per tale finalità a questo appalto viene accorpato un altro appalto separato e distinto» che prevede la realizzazione di alloggi a canone sostenibile e l’urbanizzazione primaria e secondaria complementare ai due appalti. Secondo quanto si legge nel bando, i due appalti sono diversi «perché finanziati in modo diverso» (nel primo c’è un consistente intervento della Regione), ma sono «organici e non contrastanti».
 In entrambi comunque per gli interessati alla gara c’è l’avvertenza che «alcuni locali e strutture sono gravati da una sorta di vincolo di un utilizzo gratuito, parziale e temporaneo».
 Il riferimento è alla clausola della vendita al Comune, quando i Camilliani chiesero ed ottennero l’uso gratuito di alcuni locali per le loro esigenze religiose ed assistenziali, per mantenere una parvenza di rispetto dell’eredità Auriti con cui avevano costruito l’edificio.
Si aggiunge poi che il «parcheggio ha un vincolo di utilizzo pubblico per qualche ora al giorno e per un giorno alla settimana» (A cosa nello specifico si riferisca questo passaggio per noi è impossibile dirlo).
Non poteva passare inosservato il maxiappalto –seppure sdoppiato-  da 6,5 mln sia per la fine dei progetti dell’amministrazione Di Paolo sul futuro radioso del Palazzo come molla per lo sviluppo di Bucchianico, sia per il frazionamento del lavoro in due parti distinte. Infatti al momento dell’insediamento, l’attuale amministrazione si dichiarò ostile al precedente progetto già cantierabile del precedente sindaco Carlo Tracanna, che nell’edificio voleva realizzare una Casa di riposo. Ma ora è la stessa amministrazione Di Paolo che in pratica vuole realizzare la Casa di riposo prima contestata.
Quanto al frazionamento in due gare, la perplessità deriva dal fatto che due vincitori diversi potrebbero eseguire lavori in modo differente ed in tempi non uguali, oltre il rischio di non concluderli lasciando il Palazzo a metà. Senza dire che rimangono poco chiare alcune definizioni (dovute forse all’uso un pò strano della lingua italiana) come «le calcolazioni» per «il miglioramento sismico» dell’intero immobile. Si tratta di mettere in sicurezza l’intero edificio che potrebbe non essere a norma secondo le attuali leggi sul terremoto oppure si tratta solo di “migliorare” quello che già c’è?
Ed il “miglioramento” previsto nel secondo appalto da 3,8 mln sarà precedente ai lavori del primo (taglio dei due ultimi piani) oppure avverrà successivamente? E se una volta tagliati gli ultimi due piani e realizzati i 36 mini appartamenti del primo appalto, questo miglioramento non ci sarà per i motivi più diversi, il lavoro da 2,7 mln sarà inutilizzabile?

Sebastiano Calella