IL FATTO

Abruzzo. Tartarughe nate in spiaggia tra ombrelloni, 'evento del secolo’ a Roseto

Eccezionale scoperta, forse un centinaio nascite

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Abruzzo. Tartarughe nate in spiaggia tra ombrelloni, 'evento del secolo’ a Roseto

Il piccolo

ROSETO DEGLI ABRUZZI. Nascita eccezionale di piccole tartarughe marine (Caretta caretta) proprio in mezzo agli ombrelloni a Roseto degli Abruzzi.
Se ne sono contate fino a 18 e ora il luogo è presidiato e protetto, dopo un' ordinanza del sindaco, nel caso la schiusa delle uova dovesse continuare anche nei prossimi giorni.
Il tratto interessato dal provvedimento è quello compreso tra il lido "Papenoo" e lo chalet "La Rosa dei venti", dal ciglio del muretto del limite demaniale e per tutto il fronte mare compreso tra i due stabilimenti (escludendo la fascia dei 5 metri dalla battigia). Il primo cittadino ha, inoltre, immediatamente provveduto a dare disposizione alla squadra di reperibilità del Settore Lavori Pubblici dell'Ente di transennare l'area interessata, a protezione del nido.

«UN FATTO PAZZESCO»
L'evento di una tranquilla domenica mattina di fine estate sta suscitando enorme clamore tra gli esperti che lo considerano un fatto "pazzesco". «Da almeno un secolo non si registravano più nidificazioni di Caretta caretta nel medio Adriatico», affermano i responsabili dell'Area marina protetta Torre del Cerrano.
«A memoria, su questi lidi abruzzesi, non si ricorda un fatto del genere», spiega Vincenzo Olivieri, veterinario, che si occupa dell' ospedale delle tartarughe di Montesilvano (Pescara) e responsabile del Centro studi cetacei onlus.
«Forse i nidi potrebbero essere anche quattro dai quali potrebbero nascere un centinaio di piccole tartarughe», dice l'esperto. La scoperta ieri mattina, con la prima piccola tartaruga che si avviava correndo verso il mare.

GIULIA, LA DONNA CHE HA AVVISTATO LA PRIMA TARTARUGA
A vederla per prima una signora, Giulia De Nigris, 46 anni, architetto, che ha voluto anche dare il suo nome alla piccola caretta caretta.
«Mi tremavano le mani, non credevo ai miei occhi», ha detto. «Passeggiavo col cane e ad un certo punto ho visto una cosa in un canaletto che si muoveva. Un granchio ho pensato: poi mi sono avvicinata e mi è sembrato di vedere come delle alucce. Un uccellino, mi sono detta. Poi quando ho capito che era una tartaruga ho strillato...».
Per Giulia è iniziata allora la corsa per «salvarla, poverina, perché era capovolta e non sapevo se aveva sofferto. L'ho bagnata, l'ho sollevata, l'ho protetta».
La corsa dal veterinario, la conferma che si trattava veramente di una caretta caretta, e non di una 'normale' tartaruga di acqua dolce e di nuovo in spiaggia «a vedere se ne erano nate altre. Non ci credevo che ci ci potessero essere dei nidi - prosegue Giulia che nella vita si occupa di risparmio energetico e riqualificazione ambientale - e invece il giorno dopo eccoci qui, siamo decine, tutti in spiaggia emozionati a controllare e a far sentire la nostra voce. Spero che questi eventi eccezionali servano a tutelare meglio il nostro ambiente».

LA ‘MAMMA’ HA ALMENO 20 ANNI
A nidificare, a giugno e di notte, è stata una tartaruga di almeno 20 anni «probabilmente nata qui visto che tornano a nidificare dove sono nate», dice ancora Olivieri.
«Le uova che si stavano schiudendo - racconta - si trovavano sotto 25 centimetri di sabbia, altre ne abbiamo trovate più sotto ancora chiuse».
«Un luogo assolutamente non preparato e inimmaginabile per tale evento se pensiamo che - aggiunge l' esperto - questo sito non è stato mai segnalato in quanto, a parte le isole, in Italia sono conosciuti altri pochi siti». In più «stiamo parlando di un tratto di spiaggia fortemente antropizzato, fuori dall'area protetta, in piena area urbana, dove passano ruspe e bagnanti ignari». Per Augusto De Sanctis, presidente Wwf Abruzzo, «ora i comuni devono mettere mano ai piani spiaggia che tengano conto della biodiversità. C'è grande ritardo in Abruzzo e sono urgenti misure adeguate per un fatto pazzesco come questo di Roseto».
«È la dimostrazione che la natura - sottolinea De Sanctis - fa bene al turismo e che se la si protegge con interventi minimi, riprende a vivere come nel caso dei nidi di fratino salvati sul lungomare di Pescara».